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Al Politeama di Bra il monologo di Silvia Gallerano mette a nudo le nostre ipocrisie

Al Politeama di Bra Silvia Gallerano mette a nudo le nostre ipocrisie

di Valter Manzone

BRA Arriva al Politeama, domani sera, domenica 1° febbraio, alle 21, La merda di Cristian Ceresoli, opera che è diventata un manifesto poetico di denuncia al patriarcato. A interpretare il monologo Silvia Gallerano, attrice romana, nota per il suo lavoro teatrale di forte impatto e per numerosi ruoli in cinema e televisione, la cui carriera spazia dal teatro d’avanguardia al grande schermo, con riconoscimenti internazionali.

La merda, un titolo forte per un argomento forte.
«Il titolo ha un riferimento poetico all’opera di Pasolini. Il monologo racconta un mondo davvero contemporaneo, parlando non di quella che calpestiamo quando camminiamo, ma di quella che ci circonda».

Che tipo di donna porta in scena?
«Quello di una donna che vuole farcela a tutti i costi. Non importa se nel mondo dello spettacolo o in quello della finanza. Una donna che lotta per la libertà, che vuol essere riconosciuta, che agisce a volte con ferocia, interpretando sia il ruolo di vittima sia di carnefice».

Se dovesse dire qual è il tema più significativo che lo spettacolo affronta, quale indicherebbe?
«Direi che il tema centrale è quello dell’umiliazione. Che lei autoinfligge al proprio corpo (donna oggetto) oppure che subisce da parte dell’universo maschile».

Perché la scelta di recitare nuda?
«Intanto voglio premettere che la mia nudità non ha nulla di erotico. In questo contesto l’essere nuda mi permette di essere me stessa, senza fronzoli, non potendo essere indentificata con qualche prototipo di donna. Quando il pubblico entra, io sono già in scena; dopo qualche minuto, la mia nudità passa in secondo piano o scompare, sostituita dal flusso di parole che il monologo propone».

Anni di repliche in tutta Europa e non solo. Ovunque c’è la stessa accoglienza? La stessa sensibilità?
«La storia che propongo, racconta molto del mondo occidentale. Devo dire che in Europa abbiamo sempre riscontrato la stessa accoglienza; diverso è stato con l’America, la Russia e l’India che non ci hanno mai permesso di proporre La merda per retaggi culturali propri».

Silvia, lei conosce già Bra e le sue proposte enogastronomiche?
«No, questa serata mi dà l’occasione di scoprire una nuova città e le sue peculiarità. Mi hanno parlato della famosa salsiccia: io, che sono vegetariana 6 giorni su 7, mi riservo proprio domenica sera per degustarla. Accompagnata da un buon calice di vino».

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