Ultime notizie

Da dove arriva tutto il tartufo venduto ad Alba? L’indagine di Report che getta ombre sull’indotto [video]

Da fatture aggirate senza difficoltà all'olio chimico, da Acqualagna e dall'Est, la trasmissione di Rai 3 non si risparmia

Da dove arriva il tartufo venduto ad Alba?  L'indagine di Report [video] 2

IN TV – Si capiva già dagli annunci dei giorni scorsi: la trasmissione di Rai tre Report ha deciso di scandagliare il mondo del tartufo, anche del più prezioso, il bianco, sul quale si regge l’indotto albese. La puntata di ieri sera, 1° febbraio – la stagione di raccolta, non a caso, si è conclusa proprio il 31 gennaio -, ha toccato una serie di punti che di certo faranno discutere.

Da Acqualagna: “Mandiamo i tartufi ad Alba”

Il racconto parte da Acqualagna, nella Marche, che da quest’anno ha una Fiera internazionale come Alba. Dai cavatori ai commercianti, sono diversi gli interventi. Report inizia a mettere a fuoco il primo punto: la mancanza di disciplinari e una legge datata di quarant’anni consentono che il tartufo bianco trovato in Italia sia ufficialmente d’Alba o d’Acqualagna. E questa non è affatto una novità, ma tema noto  e dibattuto.

Da dove arriva il tartufo venduto ad Alba? L'indagine di Report <p data-wpview-marker=

La questione si complica quando, per carenza di Tuber magnatum pico a causa del cambiamento climatico, i tartufi arrivano dall’estero. Ad Acqualagna lo dicono: l’Est Europa (Bulgaria, Romania, Croazia, Serbia) rifornirebbe l’Italia di tartufi.

«Impossibile distinguerli, perché non ci sono differenze», dice un commerciante. Dall’Umbria dicono anche che una quota importante dei loro Tuber parte verso il Nord, in direzione Alba: «Hanno una loro produzione, ma non abbastanza grande per alimentare la Fiera», dice un commerciante.

Poco prodotto, un indotto gigante: Alba, la Hollywood del tartufo

Ma un tartufo che proviene dall’estero è venduto come tale? Report si sposta ad Alba, dove intervista quello che viene presentato come un operatore del settore, con voce modificata e ripreso alle spalle, di notte. Appare subito come un dissidente.

Da dove arriva il tartufo venduto ad Alba? L'indagine di Report <p data-wpview-marker=

Parla di un mercato con molto giro in nero e con fatture aggirate. Se il tartufo arriva dall’estero e deve essere indicato come tale, sarebbe sufficiente essere proprietari di un’azienda agricola e di una tartufaia per fare passare il Tuber come scovato nei propri terreni e quindi italiano, piemontese o langhetto.

Parla anche un altro addetto, anche lui in incognito, che avrebbe lasciato il cortile della Maddalena per scelta. Punta il dito su un sistema, quello della Fiera, descritto da lui come poco autentico: «Quelli che si definiscono cavatori hanno mai trovato un tartufo. Basta alzare la testa per essere mandati via. Contano le amicizie».

Le voci albesi

Come si può reggere una Fiera come quella albese su un prodotto che fino a dicembre era praticamente assente sulle nostre colline, per via del caldo. Report lo ha chiesto ai giudici del tartufo, al presidente del Centro studi Antonio Degiacomi e al direttore Mauro Carbone: ufficialmente, come richiede il regolamento comunale – che a ottobre era stato al centro di non poche discussioni -, sono tutti piemontesi. «Noi non siamo la finanza», ha detto Degiacomi. E, sempre da Alba, si parla anche di alcuni presunti escamotage per abbellire tartufi poco maturi o profumati: un passaggio nella sabbia gialla e qualche goccia dell’ “olio al tartufo”, che altro non è che una sostanza chimica derivante dal petrolio, usata anche per salse e conserve.

L’affaire Carosso

Tra importatori di tartufo nero dall’Iran e altre questioni che di certo faranno discutere, la puntata si chiude con Fabio Carosso, consigliere regionale, ex sindaco di Coazzolo, oggi nell’Ufficio di presidenza della Regione. All’Expo Osaka, dove la nostra Regione e il tartufo sono stati protagonisti, in missione diplomatica c’era anche lui, che dopo essere stato nel primo mandato Cirio assessore al tartufo ha aperto, con altri soci, un’azienda che lo commercializza. Un presunto conflitto d’interesse, che Report ha sollevato da alcune voci e che Carosso, intervistato, ha rispedito al mittente.

La puntata è disponibile QUI 

redazione

 

Banner Gazzetta d'Alba