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Il presidente di Egea holding: «Oggi siamo una realtà in salute»

Il presidente della nuova holding, Massimo Lapucci, traccia un bilancio della situazione attuale del gruppo, rinato dalle ceneri della vecchia Egea, con cui oggi condivide più nulla

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Massimo Lapucci, nuovo presidente di Egea holding.

ALBA Se la vecchia Egea dà parecchio filo da torcere ai Comuni di Langhe e Roero, la nuova multiservizi è in una fase di ripartenza. Egea holding è nata ufficialmente ad agosto dello scorso anno, dopo una complessa operazione di salvataggio, fino al via libera da parte del Tribunale di Torino.

Nel giro di pochi mesi, l’assetto societario è cambiato: all’inizio partecipata alla pari dalle banche e da Iren, quest’ultima ha approvato un aumento di capitale che da gennaio le consentirà di avere il controllo, fino al 55,26% delle quote.

È il segno di un investimento in cui il gruppo crede parecchio, anche se le premesse non sembravano ottimali, vista la pesante eredità lasciata dall’ex patron Pierpaolo Carini, tra problematiche economiche e una reputazione da riconquistare.

A parlarne con Gazzetta d’Alba è Massimo Lapucci, eletto come presidente della nuova holding. Uomo con all’attivo molte cariche istituzionali: per oltre dieci anni è stato segretario generale della fondazione Crt.

Lapucci, come descriverebbe oggi lo stato di salute di Egea holding?

«Parlerei di un buono stato di salute. La società è nata con lo scopo specifico di valorizzare e rilanciare gli asset aziendali del gruppo. Si tratta pertanto di una realtà sana, con azionisti rilevanti e solidi. Per dare un numero di riferimento, genererà già nel prossimo esercizio più di 55 milioni di euro di Ebitda (il margine operativo lordo, nrd). Alla base, c’è un progetto di crescita industriale concreto ed è amministrata da persone con molta esperienza nel settore. Per questo, è importante ricordare che Egea holding non ha alcuna attinenza con la vecchia azienda, che è ancora formalmente in essere e la cui attività rimane connessa alla chiusura delle spettanze con i diversi creditori, nell’ambito di quanto deciso con gli accordi di salvataggio».

Il compito non è semplice: come si riuscirà a fare ripartire un’azienda che porta con sé questo fardello?

«Prima di tutto, tengo a ribadire che l’intera operazione è stata possibile grazie al senso di responsabilità che ha caratterizzato tutti gli attori coinvolti: gli investitori, i dipendenti, i creditori, le banche, le istituzioni, le parti sociali e in generale tutto il territorio. Sono stati necessari sacrifici, in alcuni casi particolarmente gravosi, ma non sarebbe stato possibile arrivare alla conclusione di una vicenda così complessa, senza lo sforzo di tutti. Egea holding ora ha tutte le carte in regola per avviare un percorso di crescita, finalizzato allo sviluppo del territorio e puntando in primo luogo sul valore dei lavoratori e delle lavoratrici: tutti loro hanno dimostrato, nei difficili mesi di crisi, un forte senso del dovere e di appartenenza, oltre a una grandissima professionalità».

Nell’immediato, quali saranno gli aspetti su cui è prioritario lavorare?

«Come ha già dichiarato di recente l’amministratore delegato Gianluca Riu, in questi mesi sono state realizzate attività di riorganizzazione e risanamento di alcune aree critiche, anche al fine di ottimizzare i processi aziendali, mantenendo una forte attenzione alla pianificazione finanziaria e alle procedure di controllo. Alla luce di ciò, mi sento di dire che progettazione e controllo sono i fattori chiave che caratterizzeranno lo sviluppo nel lungo periodo di Egea holding».

Il gruppo aveva un forte legame con il territorio, che sosteneva in vario modo: questo aspetto specifico verrà portato avanti?

«Ritengo che l’attenzione al territorio costituisca un requisito essenziale in ogni processo di creazione di valore. Ancora di più se si parla di un territorio come questo, ricco di spirito di iniziativa, partecipazione e competenze. La nuova Egea continuerà a essere un’azienda fortemente radicata nella sua area, nella quale eroga servizi di primaria importanza. Le relazioni con i diversi portatori d’interesse saranno sempre improntate su uno spirito di massima collaborazione e volontà costruttiva: vogliamo contribuire alla crescita dell’economia dell’Albese e al benessere collettivo. Nelle comunità locali non vediamo solo clienti, ma anche interlocutori per i progetti di crescita diffusa».

A tal proposito, quali sono le azioni in programma?

«Nelle scorse settimane, è stato approvato un progetto per lo sviluppo del teleriscaldamento ad Alessandria, grazie anche al sostegno economico giunto con l’aumento di capitale portato a termine da Iren. Si lavorerà anche a un rilancio dell’azione commerciale, facendo leva sul valore e la storia di Egea nelle Langhe e nel Roero, mantenendo un percorso virtuoso che consenta all’azienda di poter attuare un programma di sviluppo. Certo, sarà importante un’equilibrata strategia finanziaria e un’accorta gestione dei rischi».

 Francesca Pinaffo

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