di Manuela Zoccola
ASTI – La promozione dell’invecchiamento sano e attivo è una tematica particolarmente cara all’Asl di Asti (che al riguardo ha avviato una serie di progetti mirati) e alla quale è dedicata, quest’anno, la Giornata mondiale della fisioterapia. Quest’ultima rappresenta un’occasione di approfondimento sull’argomento.
In quest’ambito si colloca l’iniziativa promossa dai fisioterapisti dell’Azienda sanitaria astigiana per domani, mercoledì 10 settembre, all’ospedale Cardinal Massaia (saranno presenti due postazioni: una nella hall e una al piano -1), e venerdì 12 settembre alla Casa della salute di Nizza, dalle 8 alle 12.
I professionisti offriranno informazioni e consulenza gratuita alla popolazione, proponendo un’ampia panoramica su tecniche e strategie per l’invecchiamento attivo, con particolare attenzione alla prevenzione delle cadute e delle fragilità. Nel corso della mattinata, si potrà compilare un veloce test, validato a livello scientifico, che consente l’autovalutazione del rischio di caduta. Il direttore delle professioni sanitarie dell’Asl At Katia Moffa ha sottolineato: “Le persone più attive hanno fino al 41% in meno di probabilità di sviluppare fragilità. Il fisioterapista può elaborare un programma di esercizio personalizzato, che aiuterà a prevenire la perdita di forza e di massa muscolare (sarcopenia) e a migliorare la forma fisica, aumentando la capacità aerobica e polmonare.”
La figura del fisioterapista
Laureata in fisioterapia o titolo equipollente riconosciuto dal Ministero della salute, questa figura afferisce alle professioni sanitarie della riabilitazione. Per esercitare la professione dev’essere iscritta all’Ordine dei fisioterapisti (Ofi): al fine di essere certi di affidarsi a un operatore qualificato ed evitare di mettere la propria salute nelle mani di persone prive di adeguate formazione e competenze, i cittadini possono verificare l’iscrizione del professionista all’Albo specifico.
Come e dove opera
Il fisioterapista svolge attività di prevenzione della perdita di autonomia e di funzioni o, in caso di riduzione e perdita delle stesse, ricerca il loro massimo recupero e sviluppo possibile, per garantire alla persona disabile la migliore qualità della vita. Interviene su persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, nelle disabilità conseguenti a traumi, patologie congenite o acquisite ortopediche, neurologiche, reumatologiche, oncologiche, cardiorespiratorie, viscerali e venolinfatiche.
Collabora, inoltre, con le altre professioni sanitarie nella costruzione di percorsi assistenziali e svolge attività di ricerca, didattica e consulenza. Opera sia in ambito pubblico all’interno di team multidisciplinari sia in quello privato in modo autonomo. E’ presente nei reparti ospedalieri, nelle lungodegenze, negli Hospice, negli ambulatori di riabilitazione infantile e per età adulta, nelle Rsa, in ambito domiciliare e sportivo amatoriale e professionale.
Nel prossimo futuro è prevista la presenza di questa figura anche nelle Case di comunità.
