Monchiero lascial’Asl per la politica

POLITICA Giovanni Monchiero non è più il direttore generale dell’azienda sanitaria albese. Venerdì 12 ottobre ha scritto e firmato le sue dimissioni, facendole recapitare all’assessore regionale alla sanità Paolo Monferino. Una scelta improvvisa, che ha colto di sorpresa tutto il territorio maobbligata se si vuole esser parte della corsa al rinnovo del Parlamento italiano della prossima primavera: «Le norme sull’ineleggibilità dei direttori generali della sanità pubblica sono molto severe e strane e sono costretto a fare una scelta frettolosa e a notevole distanza dalle elezioni». Sembra un salto nel buio perché a sei mesi circa dall’appuntamento elettorale non sono ancora chiare le regole con cui si svolgerà la tornata e la relativa legge è ancora in discussione. «Anche se non ho mai fatto politica attiva mi sono sempre riconosciuto in un’area di centro moderato», spiega Monchiero. «Negli ultimi mesi si è assistito a un cambiamento nella politica e si è tornati ad avere più attenzione a valori profondi e alle competenze delle persone».

Con chi si candiderà?

«Prima occorre capire con quali regole si giocherà la partita », prova a nascondersi l’ormai ex direttore, ma non nasconde simpatie per “Italia futura” di Montezemolo. «Per ora Italia futura è un luogo di cultura politica che ha raccolto personalità importanti attorno all’idea di provare a contribuire a salvare il Paese. Ed è una grande novità rispetto al recente passato e credo che si possa dare un contributo a rialzare la qualità della classe politica del Paese». I

l clima generale, però, parla della disaffezione della gente per la politica…

«La disaffezione è un pericolo ma è anche vero che negli ultimi anni i cittadini non hanno badato troppo alle qualità di chi hanno eletto».

La sanità pubblica, chiusa tra tagli sempre più massicci, non attraversa un periodo facile. La cosa ha inciso sulla sua decisione?

«I tagli sono un elemento che turba i sonni di tutti i colleghi e che rende il lavoro di direttore generale di una azienda sanitaria non troppo appetibile, anche se quello sanitario resta uno dei migliori servizi forniti ai cittadini. Bisogna dire che ad Alba e Bra la situazione non è così complicata: fino a oggi abbiamo rispettato gli obiettivi economici, in questa zona il personale è collaborativo e siamo riusciti a fare le nozze anche con qualche fico in meno. Le mie dimissioni non nascono da difficoltà con la Regione. Giovedì ho anticipato la decisione di dimettermi all’assessore Monferino e abbiamo trovato subito un accordo sui tempi e sui modi, mentre il presidente Cota negli ultimi mesi si è speso per i lavori all’ospedale di Verduno».

E i sindaci che, in primavera, hanno sostenuto la sua conferma alla guida dell’Asl?

«Per loro è stata una sorpresa. Ci ho parlato e mi hanno espresso qualche piccola delusione, ma sono convinto di poter essere ancora più utile alla sanità locale con ruolo e responsabilità diverse».

Giulio Segino

IL CURRICULUM

Giovanni Monchiero, classe 1946, si è laureato in scienze politiche, all’Università di Torino, nel 1975 con una tesi su “Malcontento sociale e idee di riforma in Anton Francesco Doni” ottenendo 110/110 e dignità di stampa. Il suo primo incarico manageriale nella sanità pubblica risale al 1° luglio 1991, quando venne nominato amministratore e commissario straordinario dell’Ussl 65 di Alba. Ha guidato la sanità albese in tre diversi periodi: dal ’91 al ’95, dal ’96 al 2002 e dal 2006 all’ottobre 2012. Tra il ’95 e il ’96 è stato dirigente in Regione, mentre tra il 2002 e il 2006 è stato direttore generale all’azienda sanitaria ospedaliera San Giovanni Battista, che comprende l’ospedale Molinette di Torino. Inoltre nella seconda metà del 2011 è stato anche commissario all’Asl di Cuneo, guidando contemporaneamente tutte e due le aziende sanitarie della Granda. È iscritto all’albo dei giornalisti, nell’elenco dei pubblicisti, dal 1979; dal 2009 è presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere e dal 2010 è presidente dell’Associazione scuola di umanizzazione della medicina di Alba.

IL FUTURO

Le dimissioni sono state accolte dalla Regione che ha 90 giorni di tempo – ma pare deciderà più in fretta – per conferire l’incarico a un nuovo direttore generale. Intanto le competenze all’interno dell’Asl Alba-Bra passano a Francesco Morabito, direttore sanitario in carica, che in passato ha già guidato l’azienda come commissario. Per la successione non è ancora stato fatto nessun nome, ma Morabito è uno dei “papabili”.

Mariano Rabino, direttore regionale di Italia futura, non nasconde la stima verso Monchiero: «Si è messo a disposizione e accetteremo questa disponibilità. Monchiero ha esperienza, qualità riconosciute a livello nazionale e un curriculum straordinario. Anche se le elezioni sono ancora lontane e tante sono le incertezze, ad esempio riguardo la legge elettorale e gli schieramenti, è certo che Italia futura parteciperà, schierandosi nell’area che sostiene il lavoro fatto da Monti, che ha saputo ridare stile e sobrietà all’immagine del Paese e schierandosi con la società civile e con la buona politica fatta da persone di buon senso». g.s.

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