Il sindacato: la Regione chiarisca il ruolo di Amos

Il sindacato: la Regione chiarisca il ruolo di Amos

SANITÀ Dopo la notizia dell’esternalizzazione degli operatori sociosanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Alba ad Amos (società consortile a responsabilità limitata posseduta interamente dalle aziende sanitarie locali ma con personalità giuridica privata, che al San Lazzaro ha già in appalto gli Oss della medicina interna, gli addetti del centro unico di prenotazione e il servizio di trasporto interno di beni e persone), parliamo con Alessandro Bertaina, segretario provinciale di Cis-Fp Cuneo, sigla sindacale maggioritaria all’Asl.

Segretario Bertaina, che cosa pensa delle esternalizzazioni ad Amos?
«Sono d’accordo nella misura in cui questa soluzione ha permesso di reperire personale di fronte a gravi carenze. Ma ritengo che, nella sanità, il pubblico debba sempre essere salvaguardato. Non metto in dubbio la qualità e la professionalità del servizio offerto da Amos, ma l’uso che ne fa l’Asl: sono due anni che la direzione annuncia un concorso di Oss mai indetto, che probabilmente non verrà alla luce nemmeno quest’anno. Nel frattempo, nei reparti di Alba e di Bra c’è una carenza di personale sempre più evidente: tra Oss e infermieri sono almeno sessanta le figure mancanti. I dipendenti sono chiamati a svolgere sempre più mansioni, con la conseguenza che nell’ultimo periodo sono aumentate le limitazioni psicofisiche».

Perché l’Asl Cn2 non ha indetto dei concorsi per Oss?
«Stiamo parlando di una macchina organizzativa complessa. Ma ci sono anche altre ragioni: ricorrendo ad Amos, l’Asl si toglie la responsabilità di interi servizi, che vengono gestiti dalla società. In più, vengono meno importanti costi di gestione: Amos, con un numero limitato di dirigenti, riesce a gestire un migliaio di dipendenti. Serve che la Regione si esprima sulla presenza di Amos nelle diverse aziende sanitarie, cosa che fin qui non è avvenuta. Mi auguro che la nuova Giunta regionale faccia ora chiarezza».

Roger Davico, sindacalista albese per anni attivo nel comparto sanitario dell’Asl Cn2, dice di Amos: «Dal punto di vista contrattuale, i dipendenti sono soggetti a contratti privati, pur essendo impiegati nel pubblico. Il problema non riguarda tanto gli Oss, quanto le figure che lavorano in ospedale, a partire dagli amministrativi addetti agli sportelli dei centri di prenotazione, che sono oggi assunti con il contratto multiservizi: prevede un numero di ore maggiore e una retribuzione inferiore». Per Davico la questione deve essere affrontata a livello regionale: «Amos è stata provvidenziale negli anni del blocco delle assunzioni. Ma oggi il settore pubblico deve tornare ad assumere».

Francesca Pinaffo

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