Danni e bonifica Acna: la Regione sostiene i Comuni

Danni e bonifica Acna: la Regione sostiene i Comuni
Una veduta aerea del sito ex Acna di Cengio. In basso l'area sottoposta a procedura d'infrazione.

VALLE BORMIDA La scorsa settimana i sindaci della Valle Bormida hanno incassato l’appoggio della Commissione ambiente del Consiglio regionale, alla quale hanno illustrato le preoccupazioni del territorio in merito alla messa in sicurezza del sito Acna e alla probabile, imminente, transazione tra Ministero ed Eni Rewind, ossia l’ex Eni Syndial, società proprietaria del sito di Cengio.

La Commissione ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, che sarà portato in Consiglio, e che impegna presidente e Giunta regionale ad appoggiare le rivendicazioni della valle. È vero che, in genere, l’approvazione di un ordine del giorno non si nega a nessuno, ma è altrettanto vero che, a quasi un anno dall’insediamento della Giunta regionale più langarola della storia, finalmente gli amministratori della valle hanno potuto portare le loro istanze in Regione.

Danni e bonifica Acna: la Regione sostiene i Comuni 1
La commissione Ambiente della Regione ha incontrato una delegazione di amministratori della Valle.

I sindaci hanno chiesto un rinnovato impegno della Regione, tramite l’Arpa, per un costante monitoraggio del fiume e del sito Acna, la cui bonifica, nonostante gli annunci degli anni passati (storico quello del 2010 a Cengio, col ministro Prestigiacomo, i governatori Cota e Burlando e Guido Bertolaso come gran cerimoniere), non è ancora conclusa.
L’ordine del giorno impegna anche la Regione a pubblicare i risultati e le valutazioni conclusive degli aggiornamenti riguardanti le ultime indagini epidemiologiche attivate e a valutare l’opportunità di estenderle a tutti i Comuni della valle. Quello delle malattie che colpiscono chi ha lavorato all’Acna è un tema che non emerge molto spesso, ma che merita sicuramente maggiore attenzione. Per quanto riguarda il danno ambientale gli amministratori hanno evidenziato che il beneficiario dei risarcimenti risulterebbe essere il Ministero dell’ambiente, che sta perfezionando la transazione economica con Eni Rewind, escludendo di fatto sia la Regione che i Comuni, i quali rischiano di percepire somme irrisorie rispetto a quanto si era ipotizzato in passato. Di fronte alla quantificazione preliminare del danno in circa 218 milioni compiuta nel 2008, oggi si parla di appena 7-8 milioni in arrivo per la Valle Bormida.

Per questo motivo i sindaci hanno anche chiesto un incontro con il ministro dell’ambiente Sergio Costa prima che venga definita una transazione che rischia di essere l’ennesima beffa. I tempi, tra l’altro, potrebbero essere anche abbastanza stretti. Venerdì 21, al Tribunale di Genova è fissata un’altra udienza della causa per il danno ambientale e nei giorni scorsi si era anche ipotizzato che si potesse trattare dell’udienza decisiva. Al riguardo, però, Eni Rewind fa sapere: «Allo stato delle nostre conoscenze dovrebbe essere un’udienza non definitiva e ne attendiamo l’esito».

Davanti alla commissione regionale sono intervenuti i sindaci di Cortemilia e Monastero Bormida Roberto Bodrito e Gigi Gallareto e Pier Giorgio Giacchino, ex sindaco di Camerana e fondatore dell’associazione lavoratori Acna. Gli amministratori hanno ribadito che le attività classificate come bonifica hanno visto la realizzazione di opere di contenimento per tre milioni di metri cubi di scorie chimiche che risultano imperfette e incomplete.

Inoltre, Eni Rewind, secondo i rappresentanti della delegazione, non si è curata di coinvolgere nelle decisioni enti e associazioni piemontesi perché il sito si trova in Liguria. Per questo motivo è stata chiesta la costituzione di un organismo paritetico ligure-piemontese che si confronti con la società in modo da ottenere garanzie sul presidio dell’area.

Corrado Olocco

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