Coronavirus, Edilizia – Le costruzioni del Piemonte pronte a sospendere i cantieri: impossibile lavorare in sicurezza

Coronavirus, Edilizia – Le costruzioni del Piemonte pronte a sospendere i cantieri: impossibile lavorare in sicurezza

EDILIZIA   L’appello di  (Presidente Confartigianato Piemonte Costruzioni): “Dobbiamo essere responsabili ma non lasciateci soli”. Le richieste per il sostegno alle attività colpite. Il comparto piemontese: 49mila imprese edili artigiane che impiegano 150mila addetti.

“Senza la possibilità di lavorare in sicurezza, siamo pronti a sospendere i cantieri”: è lapidario il messaggio che Luciano Gandolfo, Presidente di Confartigianato Piemonte Costruzioni, lancia alle imprese edili artigiane del Piemonte e alla Politica, pur nel rispetto delle norme di sicurezza per imprenditori e dipendenti, imposte dal Decreto dell’11 marzo 2020 e dal Protocollo del 14 marzo, per la prosecuzione delle attività produttive.

“Alle aziende del settore ripeto: valutiamo l’opportunità di interrompere l’attività lavorativa – continua Gandolfo – dobbiamo essere responsabili e disponibili a dare un attivo contributo al diffondersi del virus. Se ciò comporta mettere in atto la drastica misura della sospensione di ogni attività nei cantieri, dobbiamo farlo. Fatte salve le situazioni di urgenza ed emergenza, le imprese edili devono considerare la temporanea sospensione della propria attività”.

Un settore, quello dell’edilizia in Piemonte che conta 49mila imprese edili artigiane che impiegano circa 150mila addetti.

Sono tante le problematicità riscontrate da Confartigianato Edilizia Piemonte tra le imprese e nei cantieri; l’impossibilità di reperire idonei dispositivi di protezione individuale necessari per eseguire le lavorazioni che richiedono una distanza inferiore a un metro; il problema di garantire tale distanza all’interno dei mezzi di trasporto collettivo dei lavoratori; la complicata gestione e sanificazione di servizi vari (bagni, spogliatoi, mense, ecc.). A ciò si aggiungono gli impedimenti derivanti dal mancato approvvigionamento dei materiali da costruzione diretti ai cantieri per via della chiusura dei magazzini di vendita, oltre ai posti di blocco.

“Quotidianamente riceviamo segnalazioni di imprenditori che non riescono più a portare avanti i lavori – prosegue Gandolfo – per l’impossibilità di assicurare in tutti i cantieri edili le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori”. “Infatti – spiega il Presidente Gandolfo – l’organizzazione del cantiere spesso non consente di conciliare la prosecuzione dell’attività con le disposizioni stabilite dai DPCM e dal Protocollo del 14 marzo, come deve avvenire, per esempio, per la sanificazione periodica degli ambienti o la messa a disposizione di gel igienizzanti”.

Da questa situazione, le richieste di Confartigianato Edilizia al Governo per l’adozione di una serie di misure a sostegno delle realtà interessate, tra cui l’ampliamento dei limiti e delle possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore su tutto il territorio nazionale per l’anno in corso; la sospensione di tutti gli adempimenti e dei versamenti tributari, previdenziali, assistenziali e di qualsiasi altra natura in scadenza; la sospensione di tutti i termini contrattuali; la garanzia di fornire la necessaria liquidità alle imprese con una moratoria effettiva e automatica di tutti i debiti e l’attivazione di pagamenti immediati per i cantieri che saranno costretti a interrompere l’attività.

“Da soli non ce la facciamo – conclude Gandolfo – per il futuro delle imprese e del sistema economico del Piemonte e italiano, un’azione così pesante e così incisiva, non può essere affrontata in solitudine. L’edilizia ha attraversato un periodo molto difficile: oltre 10 anni di crisi profonda che ha decimato la metà delle imprese edili. Un’altra crisi come quella che si sta palesando per l’epidemia in corso, rischia di falcidiare le aziende sopravvissute. Da sola l’edilizia non ce la potrà fare”.

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