Grande successo per bagnè ‘nt l’euli della condotta Slow food.

Grande successo per bagnè 'nt l'euli della condotta Slow food. 1

BRA Grande successo per il bagnè ‘nt l’euli organizzato dalla Condotta Slow food di Bra. Erano un’ottantina i partecipanti alla tradizionale iniziativa che ogni anno si fa nel cortile del ristorante Boccondivino, nella sede storica di Slow food.

Il bagnè ‘nt l’euli è un mangiare familiare, è una tradizione ancora viva dei paesi di Langa e Roero, è un mangiare contadino e salutare, quasi di altri tempi, ma molto apprezzato ancora oggi. Come sempre non c’era solo il cibo, verdure fresche coltivate secondo i criteri del buono, pulito e giusto, fornite da Maria Solavaggione di Bra, ma è stata anche l’occasione di una degustazione di oli d’oliva extravergine selezionati dell’oleificio Meirano, il pane del panificio Marcarino, la frutta dell’azienda Silvana Grosso, i vini di Marziano Abbona e il gelato di Cascina Sant’Anna, oltre alle pesche e cioccolato, un dolce che non manca mai sulla tavola del bagnè ‘nt l’euli braidese.

Grande successo per bagnè 'nt l'euli della condotta Slow food.

«Bello rivedere i cortili del nostro Boccondino pieni», ha detto il fiduciario Gianni Milanesio. «Grazie a tutti per questa partecipazione». Poi ha preso la parola Silvio Barbero, uno dei fondatori di Slow food e attualmente vicepresidente dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo: «Grazie della partecipazione e ancora grazie poiché questa manifestazione oltre ad essere un bel momento conviviale è anche l’occasione per aiutare gli studenti di Pollenzo con delle borse di studio, studenti italiani o africani che altrimenti avrebbero difficoltà ad accedere allo studio».

Il menù, oltre al pinzimonio, ha previsto, frittatine, pasta con verdure, mozzarelle, pesche con amaretti e cioccolato, gelato, caffè. Il tutto in abbinamento ai grandi vini di Langhe e Roero. Ma, come sempre, la reale importanza dell’iniziativa riguarda la solidarietà. Una parte del ricavato della conviviale contribuirà al sostegno di aziende agricole biologiche colpite dalla crisi pandemica, ai progetti Slow food per l’educazione alimentare e la difesa della biodiversità e alle borse di studio presso l’Università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo.

Lino Ferrero

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