Manca l’accordo su una piazzola e la passerella rimane bloccata

Ecco perché la passerella pedonale della stazione di Alba non è stata ultimata
Le Ferrovie spiegano di voler chiudere i lavori entro l’anno e rendere agibile entro il 2022 la passerella.

ALBA Guai in vista per la passerella della stazione di Alba, l’imponente manufatto pensato per collegare due parti della città, oggi divise dai binari. L’opera, progettata per unire il parcheggio multipiano della stazione a corso Banskà Bystrica, dovrebbe costare due milioni e mezzo di euro, da utilizzare anche per sistemare la scarpata, le aree verdi e la pista ciclabile di corso Europa. I soldi arriveranno in gran parte da Rete ferroviaria italiana (Rfi), con contributi anche dal Municipio e dalla Ferrero. Il progetto contempla una passerella in metallo dotata di tre scale e ascensori per salita e discesa collocate, rispettivamente, nella stazione, sulla banchina ferroviaria intermedia e in corso Banskà Bystrica, con due ponti di attraversamento.

Iniziati a fine 2018, i lavori hanno subito continui ritardi: non solo a causa dell’epidemia di Covid-19 ma anche per lungaggini burocratiche, comunicazioni inefficaci e disorganizzazione. Durante la commissione consiliare del 9 settembre l’assessore ai lavori pubblici Massimo Reggio ha annunciato ulteriori, probabili intoppi. «Il cantiere in questione non eccelle in rapidità», ha commentato. «L’ultimo ostacolo è la piazzola che il Comune vorrebbe realizzare nell’area di approdo della passerella su corso Banskà Bystrica, un’area di circa 500 metri quadrati attualmente di proprietà di Rfi». Il Municipio aveva chiesto la cessione della porzione di terreno per costruire lo spiazzo, ma le Ferrovie hanno risposto, proprio in queste settimane, con una lettera, che esprime parere favorevole per la concessione in locazione “a prezzo calmierato”: l’importo del canone verrà comunicato solo dopo l’approvazione da parte della sede centrale di Rfi. Ha ripreso Reggio: «Ci è stato detto, inoltre, che l’atto di locazione non verrà stipulato, presumibilmente, fino al 2023. Queste incertezze su tempistiche e tariffe ci mettono in difficoltà: abbiamo bisogno di capire l’entità dell’affitto richiesto, altrimenti diventa arduo muoversi in maniera strategica».

In pratica non solo non è chiara la tariffa, ma anche la tempistica di cessione. Il Municipio, in questa circostanza, risulterebbe impossibilitato a realizzare previsioni finanziarie e progettuali, con gravi difficoltà sulla prosecuzione del cantiere. Durante la riunione della commissione il consigliere di minoranza Rosanna Martini ha chiesto delucidazioni perché «la zona in questione, durante le assemblee iniziali con Rfi, doveva essere concessa in comodato d’uso. Ora invece parliamo di un canone». E ha aggiunto: «Dopo il cambio di Amministrazione, quando è subentrata la Giunta attuale, qualcosa nel processo si è interrotto causando l’attuale situazione».

Roberto Aria

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