Marco Brunetti: mettiamoci tutti in cammino e all’ascolto

Marco Brunetti: mettiamoci tutti in cammino e all’ascolto 1

CHIESA DI COMUNIONE Il Cammino sinodale aperto sabato 16 ottobre per la nostra Chiesa diocesana, è introdotto dalla nuova lettera pastorale del vescovo. Segno dell’importanza attribuita all’evento, delle speranze e attese riposte, la lettera è un messaggio di fiducia, nella Chiesa, nel futuro del cristianesimo nelle nostre terre, nella nostra comunità diocesana e nelle sue energie vitali. Ci chiama, come dice il titolo, a “camminare con Gesù”, nella fede che lui, il Risorto, cammina sempre con la sua Chiesa. La lettera indica un “camminare insieme”. Si affida alla voce libera della gente, al suo sensus fidei, per trovare vie e stili, con cui dare volto a una Chiesa davvero sinodale.

L’icona di Abramo. La lettera sottolinea l’urgenza di “partire”. Ricorda quanto il Covid-19 abbia «evidenziato i molti limiti, le difficoltà, le incertezze che già segnavano le nostre Chiese», in un «contesto socioecclesiale e un momento storico segnati da cambiamenti epocali». Per questo – suggerisce il vescovo – vorrei che ci guidasse «la figura di Abramo, il quale fu chiamato da Dio a mettersi in cammino», alla luce della fede e con la guida dello Spirito.

Stili del Cammino sinodale. Guardando ad Abramo, è chiaro che il primo valore del Sinodo sarà lo stesso mettersi in cammino delle nostre Chiese. Si tratta di imparare e vivere lo stile sinodale, perché, ci addita il Papa, «proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Dobbiamo reimparare che la sinodalità è l’autentico modo di essere Chiesa, scrive ancora il vescovo, «reimparare cioè a metterci in cammino, abbandonando sicurezze e immobilità del passato… Siamo irrimediabilmente usciti da una cristianità familiare e rassicurante. La crisi obbliga a liberarci dai fardelli inutili e non più significativi, dal peso dell’abitudine… da elementi di religiosità e di espressione della fede che si sono esauriti e svuotati», per acquistare un passo “libero e leggero”.

La Chiesa di Alba avvia il Cammino sinodale e Brunetti consegna la lettera pastorale

Per conquistarlo, a tutti i credenti, preti e laici la lettera chiede «una conversione del cuore e della mente… che purifichi e allarghi sguardo e cuore, rompa schemi e pregiudizi» e ogni forma di clericalismo. Con una purificazione del cuore, con nuova libertà interiore, si potrà allora «osare il dialogo dentro la Chiesa e con il mondo», riscoprendone tutto il valore, in un «tempo così vario, complesso e in celere trasformazione». Il discernimento del cammino infatti potrà solo essere trovato insieme, nella Chiesa e nel dialogo con tutti. Il dialogo autentico chiede – ricorda il vescovo – ascolto profondo e non giudicante, apertura di mente e cuore e la parresia, l’evangelica franchezza nel parlare.

Il tempo dell’ascolto. Proprio l’ascolto costituisce la prima fase del cammino proposto dai vescovi Italiani, che in questo anno convergerà con la grande riflessione a cui papa Francesco ha chiamato la Chiesa universale in vista del Sinodo dei vescovi del 2023.

Dopo l’avvio diocesano di sabato 16 ottobre, fino a marzo 2022 ci sarà il “tempo dell’ascolto”, con una consultazione che, in ascolto e in dialogo aperto e franco, raggiunga quanto più possibile vicini e lontani. In diocesi si potranno costituire tanti gruppi sinodali, variamente organizzati o spontanei, di riflessione, di ascolto reciproco, di confronto. Luoghi di incontro che la lettera invita a costruire con creatività. I “dieci nuclei tematici” suggeriti dal Documento preparatorio della Commissione vaticana del Sinodo della Chiesa universale, che articolano diverse sfaccettature della “sinodalità vissuta”, potranno aiutare a orientarsi e ad avviare la riflessione dei gruppi.

Questa prima fase si concluderà a maggio 2022 con un’assemblea diocesana.

Il vescovo, donando, a conclusione della lettera, una “Preghiera per il Cammino sinodale”, che accompagni nel viaggio, esorta: «Iniziamo con fede e coraggio il Cammino sinodale. Un cammino aperto, fidandoci della forza e della luce che viene dallo Spirito, senza nulla temere, perché “camminiamo con Gesù”».

don Piero Racca

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