ALBA – «È con grande soddisfazione che accogliamo la notizia della piena disponibilità da parte di Cogesi dei fondi necessari a liquidare il valore residuo a Egea acque entro i termini stabiliti da Egato4», lo dice il Comitato cuneese acqua bene comune dopo che il consorzio dei gestori idrici della Granda ha completato la firma dei contratti con diversi istituti bancari per raccogliere i 69,2 milioni di euro da versare all’ex gestore privato.
La nota del Comitato
«Un percorso durato troppi anni e che ci ha visti spenderci in prima fila fin da quando, anni fa, la politica cuneese era in larga maggioranza scettica sulla gestione pubblica. Basti ricordare che nel 2015 quell’azienda ebbe la protervia di chiederci un risarcimento di 200mila euro (non ottenuto!) per aver denunciato alcune gravi storture nel suo bilancio. Anche grazie alle nostre denunce, alle nostre manifestazioni, al nostro impegno con gli amministratori locali, molti di loro hanno avuto il coraggio di cambiare atteggiamento.
Il nostro continuo contatto con i vertici di Egato4 e di Cogesi ci ha permesso di entrare a fondo nel percorso di ripubblicizzazione e di interagire costruttivamente con loro. Egato4 sotto la guida di Bruna Sibille, di Mauro Calderoni, di Davide Falletto si è strutturata e con il fondamentale apporto dei direttori Giuliano e Ronco ha attentamente deliberato un percorso che è risultato inattaccabile anche di fronte ai vari gradi di giudizio cui l’avevano sottoposto prima Tecnoedil e poi Egea acque.
Cogesi e le sue società socie hanno portato avanti un discorso di reciproca fiducia e di capacità tecnico-finanziaria che, anche se non ancora pienamente concluso, è riuscito a conquistare la credibilità necessaria presso i diversi istituti di credito che hanno finanziato l’operazione.
Riteniamo che ora a Iren non rimanga altro da fare che attenersi a quanto il suo presidente Dal Fabbro aveva ultimamente dichiarato e cioè che si sarebbero fatti da parte di fronte alla piena disponibilità alla liquidazione del valore residuo. Certo che se volessero perpetrarsi nei comportamenti della vecchia proprietà Egea e del primo periodo della proprietà Iren, si assumerebbero una pesante responsabilità di fronte ai cittadini ed agli amministratori del territorio che sono pur sempre i loro interfaccia dai quali derivano le loro capacità di operare nella provincia di Cuneo. Oltretutto avendo ben presenti i presupposti, rivelatisi nel rigetto della sospensiva dello scorso mese di ottobre, per l’eventuale decisione nel merito del Tar Piemonte prevista a maggio 2026.
Per quanto ci riguarda noi proseguiremo il nostro lavoro di rapporto con i cittadini e le istituzioni locali per collaborare al buon esito dell’operazione, come anche in futuro a spronare Cogesi e le sue società socie perché i cittadini possano finalmente cogliere i vantaggi della nuova gestione pubblica».
Comitato cuneese acqua bene comune
