di Elisa Pira
RODDINO – L’Amministrazione comunale ha indetto nei giorni scorsi una riunione con gli anziani del paese per ascoltare le loro necessità. «L’incontro è stato piuttosto partecipato. È stato fondamentale ritrovarsi per chiedere ai diretti interessati quali sono i desideri e le esigenze, in modo da non decidere al loro posto, ma per loro», afferma il sindaco Marco Andriano. Una ventina di over 67 hanno partecipato presentando le loro istanze, in particolare in due settori: l’animazione e il trasporto.
Il trasporto: un tallone d’Achille
È stata evidenziata la carenza del trasporto pubblico, tallone d’Achille di tutti i piccoli Comuni. Una parziale soluzione al problema potrebbe essere l’istituzione di corse che abbiano come destinazione un centro più grande nel giorno di mercato. Nel caso di Roddino, si potrebbe puntare su Dogliani il martedì mattina, com’era già stato fatto tempo fa con il trasporto organizzato il sabato verso Alba. Certamente occorrerebbe, per la buona riuscita, non solo organizzarlo, ma anche riabituare le persone a usufruirne al meglio.
Il corso di ginnastica dolce non basta
Quanto all’animazione, al momento Roddino offre alla terza età, come gli altri Comuni dell’Unione, il corso di ginnastica dolce, ma gli anziani vorrebbero di più. In particolare, reclamano un luogo d’incontro, un punto di ritrovo dove poter chiacchierare e giocare a carte. Attualmente è la bottega a offrire ospitalità e aprire le sue porte ai nonni roddinesi, quotidianamente presenti per una partita, ma si tratta comunque di un’attività commerciale, non di un luogo con primarie finalità sociali.
In 100 hanno più di 70 anni
A Roddino gli over 70 sono un centinaio ed è giusto che abbiano voce in capitolo, anche se il sindaco invita a non dimenticare un’altra fascia importante della popolazione, anch’essa vulnerabile e con esigenze di socialità non trascurabili. «Anche i giovani hanno bisogno di luoghi di ritrovo. Non si può fare affidamento solo su locali commerciali dove si deve consumare e poi ovviamente liberare il tavolo», sottolinea Andriano.
Stesso problema di altri piccoli centri
Sono discorsi, questi, che evidenziano lacune comuni a tutti i piccoli centri delle Langhe. Tuttavia, mai come in questo caso, il mal comune non può essere considerato mezzo gaudio, perché l’assenza generalizzata non permette nemmeno, come soluzione tampone, di spostarsi altrove. Gli spazi di ritrovo al momento non ci sono, né per gli anziani, né per i giovani, e in una comunità dove l’incontro manca, la condivisione è impedita, e con essa la crescita. Ed è proprio così che i paesi muoiono. Richiudendosi su loro stessi.
