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Ambiente / 2025: un anno storico per la qualità dell’aria. Il particolato Pm10 è in calo

Secondo il monitoraggio pubblicato da Arpa Piemonte a inizio gennaio, il 2025 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche favorevoli all’abbassamento dei livelli di inquinamento con temperature invernali miti e precipitazioni nella norma

Ambiente / 2025: un anno storico per la qualità dell'aria. Il particolato Pm10 scende anche ad Alba

di Roberto Aria

L’ANALISI – L’aria che respiriamo condiziona tutta la nostra vita, perciò ogni anno, quando i dati relativi alla qualità dell’atmosfera vengono pubblicati, è necessaria una lettura attenta: i numeri raccontano storie di speranza o pericolo, in ogni caso di destini comuni.

I dati del monitoraggio di Arpa Piemonte

Secondo il monitoraggio pubblicato da Arpa Piemonte a inizio gennaio, il 2025 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche favorevoli all’abbassamento dei livelli di inquinamento con temperature invernali miti e precipitazioni nella norma. In particolare, lo scorso anno segna un traguardo storico per quanto riguarda il biossido di azoto (No2), che si genera prevalentemente con i processi di combustione termica e per effetto del traffico. Per la prima volta in tutte le stazioni della rete regionale si registra il rispetto del valore limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo.

Bene anche il particolato Pm10

Anche per il particolato Pm10 la situazione mostra trend positivi in linea con la progressiva riduzione degli ultimi anni. Il limite giornaliero è stato rispettato in 29 punti di monitoraggio su 33 (erano 25 nel 2024). Il numero di stazioni che presentano criticità si è dimezzato: erano 8 nel 2024 e sono 4 nel 2025, tutte localizzate nell’area torinese.

La riflessione del direttore Barbero

Secondo Barbero, direttore di Arpa Piemonte, ha spiegato: «In Piemonte il 2025 è stato caratterizzato da un andamento meteorologico tendenzialmente favorevole alla dispersione degli inquinanti. Le temperature invernali si sono attestate su valori particolarmente miti (gennaio +0,7 gradi, febbraio +1,1 e dicembre +2,2). Dal punto di vista delle precipitazioni i valori annuali sono nella media rispetto al periodo 1991-2020 considerato con qualche anomalia positiva nei mesi di gennaio, marzo, aprile e dicembre». In altre parole, le calde temperature e la buona presenza di pioggia e neve hanno creato un clima favorevole alla dispersione degli agenti nocivi.

Il punto di vista della politica

Per commentare tali risultati la politica utilizza toni trionfalistici: «Il 2025 è stato un anno storico», hanno dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’ambiente Matteo Marnati. Aggiungendo: «Per la prima volta da quando si eseguono le rilevazioni il Piemonte ha rispettato gli attuali limiti di legge per quanto riguarda gli ossidi di azoto, un risultato importante che, unito alla conferma di trend di positiva riduzione delle polveri sottili, conferma l’efficacia delle misure di contenimento degli inquinanti e a tutela della qualità dell’aria. È un risultato che consideriamo straordinario e frutto delle giuste politiche regionali che ci hanno consentito, in questi anni, di invertire la rotta di aumento degli inquinanti e raggiungere tale obiettivo. Continueremo con questo metodo e con investimenti importanti per ridurre gli inquinanti e migliorare ancora la qualità dell’aria in tutto il Piemonte».

Restano delle criticità

Nonostante i proclami e le esultanze, sono ancora molte le criticità che riguardano l’aria: i superamenti dei valori limite risultano ancora elevati in alcune stazioni, le medie di inquinanti sebbene in diminuzione rimangono importanti, il traffico veicolare e l’utilizzo di prodotti chimici in vari settori produttivi (per esempio in agricoltura nelle Langhe e nel Roero) condizionano il quadro complessivo. Insomma, i passi da fare sono ancora molti e non è possibile abbassare la guardia, in un’epoca in cui la salute del pianeta è più fragile che mai.

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