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Biogas agricolo, da Cuneo l’appello di Confagricoltura: stop ai tagli

Allasia incontra il ministro Pichetto a Cavallermaggiore: “Rischio per filiere e sostenibilità”

Biogas agricolo, da Cuneo l’appello di Confagricoltura: stop ai tagli 1
Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemont

AGRICOLTURA – Arriva da Cuneo una presa di posizione netta contro i tagli al biogas agricolo. Il presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia, ha chiesto al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto di eliminare le riduzioni previste dal decreto in materia di energia.

Il confronto si è svolto a Cavallermaggiore, a margine dell’incontro dal titolo “Dl Bollette: a rischio il comparto biogas e biomasse di origine agricola”, promosso da Confagricoltura insieme al Consorzio Monviso Agroenergie.

Nel corso dell’incontro, Allasia ha ribadito le criticità legate alla progressiva riduzione del 20% annuo dei Prezzi Minimi Garantiti per l’energia elettrica prodotta da impianti a biogas e biomassa agricola, fino alla loro completa eliminazione. «La progressiva riduzione del 20% annuo fino all’eliminazione dei Prezzi Minimi Garantiti per l’energia elettrica prodotta dagli impianti a biogas e a biomassa di origine agricola – spiega Allasia – rischia di mettere in ginocchio il settore. Negli anni intorno a questi investimenti si sono strutturate filiere sostenibili in grado di generare economia circolare e di dare un contributo concreto alla decarbonizzazione».

Da qui la richiesta di una revisione della norma, evitando disparità tra impianti: «Chiediamo pertanto che la norma venga rivista, senza però generare impianti di “serie A” e altri di “serie B”: tutti quelli di potenza fino a 999 kW devono essere tutelati».

Il presidente di Confagricoltura ha poi richiamato gli obiettivi del Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che prevede entro il 2030 una produzione del 63% di energia elettrica da fonti rinnovabili. «C’è ancora molto da fare – sottolinea Allasia – perché oggi siamo fermi al 42% e non comprendiamo perché si decida di interrompere un modello virtuoso e programmabile, a differenza di altre fonti come eolico e solare».

Critiche anche all’ipotesi di un semplice rinvio dei tagli: «Anche la ventilata ipotesi di un rinvio ai prossimi anni non ci vedrebbe soddisfatti – conclude – perché non garantirebbe prospettive al settore e rallenterebbe il percorso di sostenibilità avviato dalle aziende agricole, sempre più decisivo anche per l’accesso al credito».

Redazione

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