Ultime notizie

Associazione Ithaca: Chiara Saraceno e i nuovi modi di fare famiglia

Lunedì 26 gennaio ad Alba un incontro sui cambiamenti dei modelli familiari

Associazione Ithaca: Chiara Saraceno e i nuovi modi di fare famiglia

SOCIETÀ – L’Associazione Ithaca porta ad Alba una delle voci più autorevoli del dibattito sociologico italiano. Lunedì 26 gennaio, alle 18.30, nel palazzo Banca d’Alba, è in programma l’incontro con Chiara Saraceno, sociologa emerita dell’Università di Torino, dedicato ai diversi modi di fare famiglia oggi.

Nata a Milano nel 1941, Saraceno proporrà una riflessione ampia e articolata sull’evoluzione dei rapporti familiari nel nostro Paese. «Parlerò dei diversi modi di fare famiglia e intendere i rapporti familiari che possiamo trovare oggi, anche in Italia», spiega. Accanto alle famiglie fondate sul matrimonio “per sempre”, sono infatti in aumento le convivenze senza matrimonio o prima del matrimonio, le nascite fuori dal matrimonio – ormai arrivate al 41 per cento dei nuovi nati – le famiglie “ricomposte”, in cui uno o entrambi i partner provengono da precedenti matrimoni conclusi con un divorzio, e in cui possono esserci figli che condividono un solo genitore, oltre alle unioni civili con o senza figli.

Secondo la sociologa, questi cambiamenti sono in parte il risultato di trasformazioni nel ciclo di vita della famiglia, a loro volta legate a mutamenti nei comportamenti sul piano demografico e culturale. Anche la mobilità geografica transnazionale contribuisce a una crescente diversificazione dei modelli familiari.

Un’evoluzione che, nel tempo, si è riflessa anche sul piano normativo. Saraceno ricorda la riforma del diritto di famiglia del 1975, l’introduzione del divorzio nel 1970, l’equiparazione dei figli naturali ai legittimi nel 2012, il “divorzio breve”, le unioni civili nel 2015, fino alle importanti sentenze della Corte costituzionale che hanno iniziato a riconoscere la filiazione da parte di coppie omosessuali. «Questo aspetto, per ora, si limita alle coppie di mamme che ricorrono alle tecniche di riproduzione assistita all’estero, perché in Italia non è loro consentita», sottolinea.

Lo sguardo dell’incontro si allarga infine al futuro dei rapporti familiari e tra uomini e donne. «Diversificati, come lo sono già ora, anche se forse in forme che ancora non possiamo prevedere. La cosa non deve preoccuparci», osserva Saraceno. «Ciò che è importante, dal mio punto di vista, è il fatto che si mantenga e sia coltivata la disponibilità ad assumere responsabilità durature verso altri, senza che queste soffochino né chi le esercita né chi ne è oggetto, insegnando la cura e la reciprocità. Perché è questa la famiglia nel suo aspetto migliore, al di là della forma che assume».

Redazione

Banner Gazzetta d'Alba