CRONACA – La Regione Piemonte ha dichiarato la propria piena disponibilità a collaborare alle attività di soccorso e assistenza delle persone coinvolte nella tragedia avvenuta a Crans Montana, in Svizzera. A comunicarlo è il presidente Alberto Cirio, che ha riferito di aver informato il ministro degli Esteri e l’ambasciatore italiano in Svizzera nel corso di contatti telefonici avvenuti nella mattinata di oggi.
Sistema sanitario attivato
Insieme all’assessore alla Sanità Federico Riboldi e all’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi, il presidente ha annunciato l’attivazione del sistema sanitario regionale. La Regione ha messo a disposizione posti letto negli ospedali del Nord Piemonte, oltre a medici e personale sanitario specializzato nella gestione delle emergenze.
Elisoccorso e protezione civile
Azienda Zero è già in contatto con i soggetti coinvolti per garantire, se necessario, l’impiego degli elicotteri del Servizio regionale di Elisoccorso, destinati al trasferimento di eventuali pazienti critici negli ospedali piemontesi, in base alle richieste che potranno arrivare dal Ministero degli Esteri e dagli organismi sanitari europei. Anche il sistema regionale di Protezione civile è pronto a intervenire, facendo leva sull’esperienza maturata in numerose missioni internazionali.
Il messaggio di cordoglio
«A nome mio e della Regione Piemonte desidero esprimere il cordoglio ai familiari delle vittime e la più sincera vicinanza alla comunità svizzera colpita da questa tragedia», ha dichiarato Cirio, ringraziando inoltre tutti coloro che sono impegnati nei soccorsi e nell’assistenza alle persone coinvolte.
La tragedia
La tragedia si è verificata durante una festa di Capodanno nella località sciistica svizzera di Crans Montana, dove un’esplosione seguita da un incendio ha devastato il bar Le Constellation, affollato di turisti. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe stato innescato da un petardo o da candeline accese che hanno incendiato il soffitto in legno del locale.
Il bilancio provvisorio è di almeno 47 vittime e circa 100 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, con il numero destinato a salire. Tra le persone coinvolte risultano anche cittadini italiani: secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, una dozzina, forse quindici, sono stati rintracciati negli ospedali, mentre altri risultano ancora dispersi.
Intanto il Servizio nazionale della Protezione civile si è attivato per supportare le autorità svizzere, mettendo a disposizione competenze e risorse operative. Dopo l’invio tempestivo di esperti del Soccorso Alpino e di personale sanitario dalla Valle d’Aosta, il Dipartimento della Protezione civile ha attivato la Cross – Centrale remota operazioni soccorso sanitario, incaricata di coordinare il trasferimento dei feriti verso strutture ospedaliere italiane. Il capo del Dipartimento Fabio Ciciliano ha ringraziato per la disponibilità e l’efficienza, anche in un giorno festivo, le autorità sanitarie e di Protezione civile di Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, confermando che sono già in corso i primi trasferimenti: tre pazienti sono stati portati dall’ospedale di Sion all’ospedale Niguarda di Milano.
Per l’assistenza ai familiari, la Farnesina invita a contattare la help line della polizia cantonale svizzera al numero +41 848 11 21 17, attiva anche dall’Italia.
Redazione
