di Manuela Zoccola
ASTI – Grande partecipazione, ieri (venerdì 16 gennaio), davanti al grattacielo della Regione Piemonte al presidio dei lavoratori Konecta, multinazionale spagnola del customer care con sedi ad Asti, Ivrea e Torino, promosso dalle organizzazioni sindacali in concomitanza con lo sciopero regionale. Al centro della mobilitazione, la crisi aziendale e il piano di riorganizzazione con l’accorpamento delle sedi di Asti e Ivrea su Torino entro il 2026 e le ricadute occupazionali e sociali sui territori.
L’impegno della Provincia e del Comune di Asti
La giornata è stata il risultato di un percorso istituzionale avviato nell’incontro presso l’ente provinciale astigiano alla presenza del presidente, nonché sindaco del capoluogo, Maurizio Rasero, delle segreterie regionali e territoriali di Silc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, insieme alle Rsu aziendali. Rasero ha mantenuto gli impegni presi e la disponibilità dei Consigli a sostenere i lavoratori, contattando i vertici di Konecta, sollecitando un tavolo di confronto con la Regione Piemonte e organizzando il trasporto per consentire ai dipendenti di partecipare al presidio a Torino. Gli amministratori astigiani, con i vertici della Regione, hanno partecipato all’incontro approfittando della presenza congiunta di istituzioni, sindacati e lavoratori (il costo dei due pullman, che hanno consentito a circa cento dipendenti astigiani di raggiungere Torino, è stato interamente sostenuto dai gruppi consiliari della lista Rasero e dei Giovani Astigiani, grazie a un’autotassazione dei consiglieri e al contributo personale del primo cittadino).
Cosa ha comunicato la Regione Piemonte
Nessun passo indietro sulla difesa del lavoro, dei territori e della continuità produttiva: è il messaggio netto e senza ambiguità emerso al termine del tavolo Konecta. All’incontro hanno partecipato i sindaci di Asti e Ivrea, gli amministratori dei territori coinvolti, i consiglieri regionali e le rappresentanze sindacali. Al tavolo, coordinato dall’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano, il presidente Alberto Cirio in video collegamento da Bruxelles e gli assessori Elena Elena Chiorino, Marco Gabusi e Maurizio Marrone.
L’annuncio di Konecta di procedere alla chiusura delle sedi di Asti e Ivrea entro giugno 2026, con il trasferimento a Torino di oltre mille dipendenti (circa 400 da Asti e 700 da Ivrea), apre uno scenario grave e inaccettabile, che mette a rischio occupazione, famiglie e interi territori. Nel corso del confronto, la Regione ha voluto ascoltare con attenzione le organizzazioni sindacali e i sindaci coinvolti, che hanno evidenziato tutte le criticità di un settore già in profonda sofferenza. In una nota il presidente Cirio ha detto: «A breve convocheremo l’azienda con l’obiettivo di aprire un confronto diretto sia con i vertici italiani sia la casa madre spagnola. Insieme al Governo, siamo al fianco dei lavoratori e degli amministratori locali, per difendere i posti di lavoro e preservare la capillarità di un patrimonio strategico, come quello delle telecomunicazioni, che è centrale per l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi nei territori del Piemonte».
