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Da domani, venerdì 23 gennaio, Ceresole d’Alba celebra la Giornata della memoria

Gli studenti di Ceresole d'Alba hanno visitato Cracovia e Auschwitz con il Treno della memoria 1
Il campo di concentramento di Auschwitz è uno dei simboli della Giornata della memoria.

CERESOLE D’ALBA – In occasione della Giornata della memoria, il Comune roerino rende omaggio alle vittime della Shoah e a tutte le persone che, durante il periodo nazifascista, furono perseguitate, deportate e private della libertà e della dignità. Un momento di riflessione collettiva affinché il ricordo di quelle tragiche vicende continui a vivere nella coscienza civile della comunità.

Da venerdì 23 gennaio a domenica 1° febbraio, sulla facciata del Municipio, sarà proiettata un’immagine commemorativa del campo di concentramento di Auschwitz , simbolo universale dell’orrore e della disumanità, affiancata all’immagine del tesserino Anei (Associazione nazionale ex internati) appartenuto a Bernardo Olivero di Ceresole d’Alba, testimone diretto di una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. Nato a Ceresole d’Alba il 27 marzo 1911, a seguito degli eventi dell’8 settembre 1943 , fu catturato dai tedeschi in Grecia. Rifiutandosi di combattere al loro fianco, venne deportato nel campo di prigionia di Wettringen, in Germania, dove rimase internato fino al 2 aprile del 1945. La sua vicenda personale rappresenta una testimonianza preziosa del sacrificio e della sofferenza vissuti da migliaia di internati militari italiani e costituisce un patrimonio di memoria che appartiene all’intera comunità.

Dice la sindaca Chiara Masia: «La Giornata della memoria non è soltanto un dovere istituzionale, ma un impegno morale verso le generazioni future. Ricordare storie come quella di Bernardo Olivero significa riaffermare i valori della libertà, della dignità umana e del coraggio civile, affinché quanto accaduto non venga mai dimenticato e non si ripeta».

Nella serata di venerdì 23 gennaio, alle 20.30, i ragazzi del centro giovani Strike up si riuniranno davanti al Municipio per un momento di silenzio, riflessione e commemorazione. Sarà presente Maria Grazia Olivero, figlia di Bernardo. «Mi ritengo fortunata ad avere avuto un esempio così potente. Mio padre disse due volte “no”, pacificamente, sapendo che ne avrebbe subito le conseguenze, al fascismo e al nazismo. Seppe resistere. La prima volta a Ceresole d’Alba, quando si rifiutò di sottoscrivere l’appartenenza al regime e fu mandato in guerra nonostante fosse già congedato. La seconda volta quando, catturato dai tedeschi in Grecia dopo l’8 settembre, si rifiutò di combattere per i nazisti e fu deportato in Germania», racconta Maria Grazia Olivero, già condirettore di Gazzetta d’Alba. L’Amministrazione comunale rinnova il proprio impegno a custodire e a trasmettere la memoria storica, in particolare alle giovani generazioni e invita tutta la cittadinanza a partecipare al momento di commemorazione.

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