di Davide Barile
ALBA – Marinella Perroni interverrà al Lunedì di San Paolo di questa sera, 12 gennaio, alle 18 nella sala Giacomo Alberione della casa madre dei Paolini ad Alba, partendo da una frase dell’apostolo di Tarso nella Lettera ai Romani (9,5): «Da loro proviene Cristo secondo la carne». Già professoressa di Sacra Scrittura al Sant’Anselmo di Roma, Perroni è nata a Roma nel 1947. In passato è stata presidente del Coordinamento teologhe italiane; è autrice di numerosi libri sul Nuovo Testamento e, nel 2024, per Piemme ha pubblicato Colloqui non più possibili con Michela Murgia.

In merito alla serata albese anticipa: «Partendo dall’attualità delle questioni poste da Vito Mancuso nel libro Gesù e Cristo, cercheremo di ragionare sul complesso itinerario fatto dalla fede cristologica e dall’elaborazione di Gesù come Cristo. Le radici sono già nel Nuovo Testamento, in particolare nella Lettera ai Romani di Paolo: in lui, che è il primo scrittore cristiano, inizia a farsi strada la consapevolezza che Gesù è il risorto, ma pure il Messia, il figlio di Dio e Dio stesso. Uno sviluppo vissuto in maniera a volte conflittuale dalle prime comunità cristiane». Dire Gesù Cristo «non significa elencare nome e cognome, ma affermare di credere anche nel Gesù storico. Diversamente, la fede si ridurrebbe a un mito religioso».
Dal Concilio Vaticano II in poi
Il tema porta anche a considerare lo stato del dialogo giudaico-cristiano: «È possibile arrivare a formulazioni che impediscano di ledere il nucleo portante delle due fedi religiose, ma ci vuole grande rispetto delle ragioni dell’uno e dell’altro. Si tratta di un’operazione seria e delicata: lo stesso Paolo dice che non possiamo perdere il rapporto con le radici dell’ebraismo di Gesù. Allo stesso tempo, occorre prendere atto delle successive contaminazioni del cristianesimo con altre forme di pensiero e culture». Dopo secoli di «persecuzioni e accuse di deicidio, con i fratelli ebrei si è cercato di sanare queste ferite. Il processo è stato avviato soprattutto dopo il concilio Vaticano II».
Le donne in teologia
Riguardo alle donne teologhe, Marinella Perroni dice: «Ventidue anni dopo la fondazione del Coordinamento, che rappresenta solo una parte di chi ha scelto di studiare teologia e ottenuto posti di insegnamento, mi sento di dire che i punti di maturazione e sviluppo superano le difficoltà. Dopo l’apertura del Vaticano II alla presenza in ruoli ecclesiali delle donne, sono stati fatti dei grandi passi avanti. Siamo però consapevoli che la tenuta delle conquiste è ancora molto fragile. Di sicuro quella tra uomini e donne non è l’unica discriminazione interna alla Chiesa: ce lo ha insegnato il femminismo intersezionale, che valuta in maniera diversa le possibilità che ha una donna colta, abbiente e proveniente da un contesto democratico rispetto a chi arriva dalla povertà e da luoghi difficili».
I prossimi appuntamenti
I Lunedì di San Paolo, che nell’attuale stagione propongono il tema “Gesù ebreo. Cosa implica per il cristiano?”, sono organizzati dal centro culturale San Paolo guidato da don Giuliano Censi. La data successiva, intitolata “Gesù: un ebreo osservante?”, sarà lunedì 2 febbraio con don Pino Pulcinelli, docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia università Lateranense di Roma.

