ALBA – La Giornata della memoria è curata, ad Alba, dall’associazione Beato Giuseppe Girotti con il centro culturale San Giuseppe. La data del 27 gennaio – anniversario dell’arrivo dell’Armata rossa al campo di sterminio di Auschwitz – sarà preceduta da momenti di approfondimento e di ricordo.
Le iniziative
Giovedì 22 gennaio, alle 21, nella sala Natale Bussi del Seminario di Alba don Adriano Rosso presenterà la nuova edizione di Pater sanctifica. «Nel quadro della Settimana per l’unità dei cristiani è stata ripubblicata, con testo latino a fronte, la meditazione scritta dal beato albese assassinato a Dachau nel giorno di Pasqua del 1945. Il padre domenicano l’aveva tenuta il 21 gennaio, in occasione dell’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani nel campo di concentramento, dov’era internato insieme ad altri preti e religiosi, soprattutto polacchi. I fogli furono salvati da don Angelo Dalmasso, compagno di prigionia di Girotti, che li portò a Torino. Il testo è preceduto da una mia ampia introduzione che la contestualizza nella storia della resistenza al nazifascismo di cattolici, soprattutto preti e vescovi, ma anche nella storia dell’ecumenismo, di cui Girotti, nonostante i tratti datati della sua concezione, fu un martire e pioniere: se le Chiese cristiane continuano a essere divise, osservava padre Girotti, non hanno la forza di opporsi ai totalitarismi, all’antisemitismo e alle guerre. All’incontro in Seminario sarà presente il vescovo Marco, mentre il ruolo di “facilitatore” della serata sarà assunto dal canonico Massimo Scotto, storico della Chiesa».
Sabato 24 gennaio, alle 17, nella chiesa della Moretta sarà celebrata la Messa in ricordo di padre Vincenzo Prandi degli Oblati di san Giuseppe. Nato ad Alba nel 1892, missionario nelle Filippine, il religioso fu fucilato dai giapponesi il 27 gennaio 1945 insieme a un gruppo di persone che aveva tentato di proteggere. Al termine della funzione sarà deposta una corona di alloro nella via a lui dedicata.
Nel calendario anche il Giorno del ricordo
Il giorno successivo, domenica 25 gennaio, alle 8.30, nella chiesa del Divin maestro, è prevista la funzione in suffragio delle vittime dei campi di sterminio, delle persecuzioni razziali e in memoria dei Giusti che protessero e confortarono i perseguitati. L’elenco dei Giusti tra le nazioni legati all’Albese, ai quali lo scorso anno è stato dedicato il libro di Lorenzo Tablino, include, oltre a padre Girotti, Carlo e Maria Ravera, Beatrice Rizzolio, Luigi e Maria Oberto, Giovanni Palatucci, Michelina Saracco, Matteo, Maria e Giuseppe Raimondo, Sabino Cagnassi.
Renato Vai, fondatore e anima dell’associazione Beato padre Girotti, annuncia che «da domenica, per quindici giorni, nel Divin maestro resterà esposta la statua lignea della Madonna di Dachau, copia dell’originale realizzata dallo scultore bovesano Aldo Pellegrino nel 2021. In seguito, inizierà il pellegrinaggio in tutte le parrocchie che ne faranno richiesta. La Madonna di Dachau è chiamata in causa per disarmare l’odio che è dentro ognuno di noi».
Martedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, alle ore 10, le autorità cittadine deporranno una corona di alloro ai piedi del cippo nei giardini di via Roma che ricorda i caduti nei campi di sterminio nazisti. Alla cerimonia saranno presenti gli alunni delle scuole albesi. Fa parte del programma anche la celebrazione del Giorno del ricordo, martedì 10 febbraio: per l’occasione, alle 17, si terrà, nei giardini di corso Matteotti, un incontro con persone provenienti dalla Venezia Giulia, da Fiume e dalla Dalmazia.
Per le scuole
«Alle scuole che ne faranno richiesta saranno forniti gratuitamente libri sul beato Girotti, video sui campi di sterminio commentati da Angelo Travaglia, sull’eccidio di Boves del 19 settembre 1943 e sulla storia di Bianca e Lucia, due ragazze ebree sopravvissute ai campi di sterminio. Sono disponibili anche i pannelli per l’allestimento di una piccola mostra su “Esodo e foibe”», dice Vai. «Passato, presente e futuro devono essere tenuti insieme dalla memoria e tutti dovremmo prenderci l’impegno di ricordare per evitare che gli orrori si ripetano».
