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Il mega ampliamento della Gai che guarda anche all’ambiente

Pannelli solari su due terzi della superficie coperta daranno il 75% dell’energia fotovoltaica necessaria all’azienda. Sarà utilizzata anche per alimentare le fontanelle del laghetto

L'AZIENDA Alla Gai di Ceresole la crescita passa attraverso l'energia verde: nei piani 100 dipendenti in più in 5 anni 1
L'ingegnere Carlo Gai. Foto Montisci.

di Franco Burdese

CERESOLETraspare la passione dalle parole dell’ingegner Carlo Gai, presidente della Gai macchine imbottigliatrici, quando descrive l’impresa che in questi anni lo ha visto trasformare l’azienda di famiglia ricevuta, col fratello Battista, dal padre Guglielmo. Con lui parliamo del presente e del futuro dell’azienda.

Ingegnere, dopo la modifica al tracciato stradale ora l’occhio volge a quanto sta nascendo oltre la recinzione che per più di un chilometro traccia il vostro confine.

«Parliamo di oltre 400mila metri quadrati di terreno con un dislivello che cambia di 12 metri. Un’opera di livellamento che ha richiesto un notevole sforzo. L’ottimismo è sempre stata la molla che mi ha spinto in questi anni ad affrontare nuove sfide, prima tecnologiche, ora logistiche. Parliamo dell’ampliamento e della continuazione del montaggio con i carri ponte che escono e vengono avanti di altri 120 metri. La parte centrale è il magazzino di semilavorati e gruppi. Abbiamo poi fatto un’altra ala di capannone per i grandi formati».

Ne è passato di tempo da quando era lei a progettare usando il tecnigrafo.

«Siamo leader nella produzione di macchine da imbottigliamento da mille a tremila bottiglie all’ora. Abbiamo però consegnato alla Martini di Pessione una macchina da 30mila bottiglie. Al momento l’attrezzatura che abbiamo in casa non ci consente di andare oltre. Per questo, nell’ampliamento installeremo una fresatrice a portale che è la più grande prodotta dalla ditta Jobs. Può realizzare pezzi di 24 metri di lunghezza per 7 di larghezza».

È il mercato che detta le regole e occorre stare ai tempi con le attrezzature.

«È vero. Fino a qualche anno fa ci permettevamo di scegliere il lavoro, ora valutiamo tutto quello che ci viene proposto. Per questo abbiamo pensato a una campata più alta delle altre (14 metri), con carri ponte da 40 tonnellate e con due paranchi da 20 tonnellate per macchine di grandi dimensioni. Non prevediamo di avere una produzione costante di queste dimensioni, ma se abbiamo una macchina da 40mila bottiglie, ora troverà la piena applicazione».

Parliamo anche dei numeri dell’ampliamento.

«Aggiungeremo 24mila metri quadrati di superficie del tetto e, con i 47mila esistenti, arriveremo a 71mila. L’azienda è il luogo dove risiediamo e ci piace fare le cose belle anche dal punto di vista paesaggistico. Abbiamo realizzato un lago per il recupero delle acque piovane e per avere una riserva idrica per i Vigili del fuoco. Serve anche per i 150mila metri quadri di verde da irrigare».

Inaugurata la strada provinciale di Ceresole dalla ditta Gai (FOTOGALLERY) 3
© Montisci

Un ampliamento che ha una visione anche per le future generazioni.

«Portiamo la superficie al livello utile per un eventuale, ulteriore ampliamento. Ora lasciamo zone di verde molto estese. Siamo stati preveggenti o fortunati, comprando terreni in un’area che non era industriale. Abbiamo potuto avere a disposizione spazi molto vasti e quindi abbiamo realizzato un intervento paesaggisticamente importante».

I vostri ampliamenti coinvolgono spesso il laghetto.

«È al terzo posizionamento da quando è stato realizzato. Ogni tanto manca spazio e lo spostiamo. Naturalmente ci sono le tinche gobbe alle quali abbiamo aggiunto gli storioni che necessitano di ossigenazione. Quindi ci sono diverse fontanelle per evitare il ristagno».

Risparmio energetico e sostenibilità

La tecnologia energetica è sempre stata un obiettivo.

«La parte fotovoltaica conta ora su 2.900 Kw, che passeranno a 5.900, fornendoci il 75 per cento dell’energia elettrica che ci serve. La metratura dei pannelli è pari a due terzi della superficie coperta. Con l’energia solare possiamo anche alimentare le fontane. Vogliamo vivere nel bello, con aree relax disseminate per l’azienda».

A che punto sono i lavori di ampliamento?

«Siamo a poco più del 50%. La parte prefabbricata si prevede che sia montata totalmente entro gennaio e il cantiere proseguirà per tutto il 2026 con la parte impiantistica. Quando siamo partiti con l’investimento, il portafoglio ordini era di 18 mesi, cosa che rendeva obbligatorio investire. Attualmente, con qualche difficoltà per il mondo del vino, si è ridotto a sei mesi».

Cosa è cambiato nell’ultimo anno di attività?

«Diamo lavoro diretto a 315 persone, che arrivano a 400 con le filiali. Non ci occupiamo solo di vino, ma anche di birra e bibite. Non diciamo no a nessuna richiesta. Si ripete il caso del 2009, quando abbiamo avuto una diminuzione del fatturato, compensata nel 2010 e poi ripresa nel 2011. Il 2025 non sarà un anno buono, ma ci auguriamo che 2026 e 2027 ci riportino ai nostri standard».

E allora ci si affida alle fiere di settore.

«La Drinktec di Monaco, dove siamo stati a settembre, porta investimenti a lungo termine. La tecnologia cambia e si evolve. Una decina d’anni fa, a Monaco, avevamo visto i cinesi ed ero tornato abbastanza tranquillo perché c’era ancora grande differenza. Con sorpresa, quest’anno, quella diversità non l’ho più trovata. I concorrenti cinesi sono ormai da paragonare a noi e sulla tecnologia sono andati avanti. L’Occidente sta sprecando tempo. Se non capiamo che il mondo sta cambiando perdiamo il treno».

Sul mercato statunitense siete presenti con una struttura.

«È un mercato che ci attrae molto: riconosce la qualità, in particolare quella del servizio. Stiamo realizzando una filiale che non farà solo assistenza. Peccato che negli Usa non si trovi personale qualificato e motivato come accade da noi. Stiamo formando collaboratori italiani che ci garantiranno alcuni anni di lavoro all’estero. Non si può fare diversamente».

Attenzione alle persone

Dare l’esempio aiuta a fare crescere l’ambiente di lavoro.

«Più del 90% dei nostri collaboratori è coinvolto nel progetto. L’azienda è fatta di uomini. Ricordo il modello salesiano. Dei miei tre nipoti, due vanno a scuola dai Salesiani».

A giugno 2026 festeggerete 80 anni di attività.

«Non abbiamo in programma di inaugurare il nuovo ampliamento in quell’occasione. Festeggeremo con i collaboratori».

Non sono mancate le sirene circa una vendita dell’azienda.

«Gai ha avuto visite dal gruppo Omnia, che ha acquistato una ventina di aziende nel nostro settore. Ho chiesto ai miei successori, i miei figli Guglielmo e Giovanni e mio nipote Giacomo. La risposta potete immaginarla».

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