di Lino Ferrero
BRA – Mentre il mondo respira ancora l’eco spirituale del Giubileo del 2025, un nuovo orizzonte di luce si apre per i fedeli: il 2026 segna l’ottavo centenario del “transito” di san Francesco d’Assisi, il momento in cui, il 3 ottobre 1226, il poverello lasciò la vita terrena per la patria celeste. Per celebrare questo culmine di un percorso iniziato con i centenari del presepe di Greccio e delle stimmate, la Chiesa ha indetto uno speciale anno giubilare, trasformando questo anniversario in un’occasione concreta di conversione e santificazione.
La speranza si fa carità
Se il 2025 ci ha visti Pellegrini di speranza, il 2026 ci chiama a trasformare quella speranza in fervore di carità. In un’epoca non troppo diversa da quella di Francesco — segnata da conflitti, distanze virtuali e una pace che appare ogni giorno più fragile — l’esempio del serafico patriarca torna a essere bussola. Francesco, il figlio del mercante che si fece umile per diventare alter Christus, ci insegna che il perdono non è un concetto astratto, ma uno sguardo misericordioso capace di guarire ogni ferita.
Bra al centro della grazia: la chiesa delle Clarisse
In questo scenario di respiro universale, la città di Bra riceve un dono straordinario. Per decreto pontificio, la chiesa del monastero delle sorelle Clarisse è stata ufficialmente annoverata tra le chiese giubilari.
Questa scelta non è casuale, ma profondamente simbolica. Le Clarisse, custodi del carisma di santa Chiara, “pianticella” di San Francesco, rappresentano il cuore pulsante della spiritualità francescana nel territorio. La loro chiesa diventa così una “piccola Porziuncola” sotto l’ombra della Zizzola, un luogo privilegiato dove i fedeli potranno attingere al tesoro dell’indulgenza plenaria.
Elevare la chiesa delle Clarisse a sede giubilare significa riconoscere in questo luogo di preghiera silenziosa e operosa una porta sempre aperta sulla misericordia. Come Francesco annunciò con gioia il perdono d’Assisi, oggi la comunità di Bra e i pellegrini che vi giungeranno potranno vivere l’esperienza della riconciliazione profonda.
Come ricevere l’indulgenza
Fino al 10 gennaio 2027, varcare la soglia della chiesa delle sorelle Clarisse non sarà solo un gesto di visita, ma un vero atto di fede. Secondo le disposizioni di papa Leone XIV, l’indulgenza plenaria sarà concessa a tutti coloro che, confessati, comunicati e in preghiera secondo le intenzioni del Pontefice, visiteranno questa chiesa giubilare.
È un invito rivolto a tutti: a chi cerca pace, a chi desidera ricominciare e a chi vuole “custodire la memoria” di un santo che, otto secoli dopo, continua a parlare al cuore dell’uomo con la forza dell’umiltà.
«Pregate per lui, come egli stesso ci ha chiesto prima di morire, e pregate lui, perché Dio renda anche noi partecipi con lui della sua santa grazia».
Il Giubileo francescano a Bra è alle porte: un anno per farsi santi, un anno per riscoprire che, nonostante le tenebre del tempo presente, “nacque al mondo un sole” che non ha mai smesso di illuminare il cammino della carità.
