di Francesca Pinaffo
VERDUNO – Che il picco sia stato raggiunto non è certo, ma senza dubbio le ultime settimane sono state travolte dalla consueta influenza stagionale. Il periodo delle festività natalizie ha segnato una calo sensibile dei casi ma, come hanno precisato gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), la ripresa delle scuole e della quotidianità di sempre probabilmente riporterà l’Italia nella morsa del virus.
Secondo il rapporto settimanale RespiVirNet, nella settimana dal 5 gennaio all’11 gennaio, l’incidenza è stata pari a 13.3 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1. Sono stati stimati circa 773mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 8,4 milioni di casi.
La situazione al Ferrero
Ma com’è la situazione al Ferrero? A fare il punto è Massimo Perotto, direttore della medicina d’urgenza: «Nelle ultime due settimane, l’ospedale ha registrato un incremento degli accessi al pronto soccorso, in parte dovuti alle patologie influenzali. Senza toni allarmistici, il carico per il personale si è fatto di certo più intenso».
Parliamo di un aumento del 10/12% rispetto alla media dei 165 accessi registrati nel 2025 al Ferrero. Sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 dicembre sono stati presi in carico rispettivamente 197, 185 e 187 pazienti, con il picco registrato lunedì 5 gennaio, con 218 ingressi. Riprende Perotto: «Per affrontare in modo adeguato il carico, nell’ultimo periodo è stata potenziata la presenza medica e infermieristica. La previsione è quella di aver ora raggiunto il cosiddetto picco, che quest’anno nella nostra area si è manifestato durante le feste, in anticipo rispetto allo scorso inverno. La situazione generale dell’ospedale ha retto l’impatto, riuscendo a gestire pienamente l’aumento dei ricoveri con sindromi respiratorie e necessità di ossigeno». Il pronto soccorso del Ferrero ha chiuso l’anno 2025 con 60.700 accessi, contro i 59mila del 2024.
La variante
E, per tornare all’influenza, è la variante K la protagonista della stagione. Una fama negativa, la sua, dovuta soprattutto all’elevata contagiosità e ai sintomi particolarmente impattanti. Non si tratta di un nuovo virus, ma di una variante, una mutazione, contro la quale il vaccino preparato per la stagione sta dimostrando la piena capacità di evitare le conseguenze più gravi.
