REGIONE – Un investimento strutturale per accompagnare lo sviluppo economico dei territori di montagna e rafforzarne i servizi essenziali. È questa la direzione intrapresa dalla Regione Piemonte, che ha annunciato una nuova misura da oltre 10 milioni di euro destinata alle Unioni montane, nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
Le risorse saranno assegnate direttamente alle Unioni montane, con una programmazione su base triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire in autonomia le priorità di intervento in base alle esigenze dei singoli territori. Una scelta che punta a rafforzare il ruolo delle comunità locali e a contrastare in modo concreto lo spopolamento delle aree montane.
Nel corso della presentazione, svoltasi al Centro Congressi della Regione, l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo ha sottolineato il cambio di passo dell’intervento: «Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».
Alla presentazione erano presenti anche il presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e i presidenti delle Unioni montane piemontesi. La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026, secondo le indicazioni del bando regionale.
L’intervento nasce dalla consapevolezza di un contesto complesso: da un lato spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accesso ai servizi; dall’altro una montagna viva, capace di attrarre turismo, nuove imprese e progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali. Proprio per rispondere a queste esigenze la Regione ha scelto di affidare una dotazione finanziaria significativa alle Unioni montane, rafforzando il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.
Le priorità di intervento
Tre le linee su cui si concentra la misura. La prima riguarda il miglioramento della connettività e la promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, oltre al sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali. La seconda punta a mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi per la fascia 0-16 anni nei piccoli Comuni montani, sostenendo modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziando pre e post scuola, mensa e trasporti. La terza riguarda la manutenzione straordinaria e l’adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica, considerata un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna.
All’interno di questi ambiti, le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato. La Regione ha inoltre scelto di semplificare le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.
«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Marco Gallo –. Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».
Soddisfazione anche da parte di Roberto Colombero: «Questo strumento può integrare percorsi già avviati, ma richiede responsabilità sia da parte della Regione sia delle Unioni montane. Siamo soddisfatti del percorso e della strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».
Redazione
