ASTI – «È una battaglia di tutto un territorio». Così il sindaco e presidente della Provincia di Asti, Maurizio Rasero, ha commentato l’incontro del 7 gennaio con i rappresentanti sindacali regionali di Konecta, azienda specializzata nel servizio clienti tramite call center.
L’azienda vuole chiudere le sedi periferiche
Sono 400 i lavoratori astigiani e 700 quelli di Ivrea che rischiano il trasferimento a Torino, dopo la decisione dell’azienda di chiudere le sedi periferiche, tra cui l’ex Comdata di via Guerra ad Asti, e di dichiarare 150 esuberi.
«Nessun trasferimento e nessun esubero: sono due punti sui quali non intendiamo trattare», hanno ribadito i rappresentanti sindacali Alberto Revel (Slc Cgil), Anna Di Bella (Fistel Cisl) e Maria Luisa Lanzaro (Uilcom), che stanno organizzando un presidio sotto la sede della Regione in occasione dello sciopero regionale del 13 gennaio.
«Chi rischia di più – sottolineano i sindacalisti – sono i lavoratori più fragili: dai somministrati ai part time, fino alle donne, che rappresentano l’80% della forza lavoro, senza dimenticare i 102 dipendenti che, dopo anni al telefono, per motivi di salute non possono più indossare cuffie. È anche per loro che stiamo lottando».
«L’intero Consiglio comunale e quello provinciale sono al fianco dei lavoratori», ha assicurato Rasero, spiegando che, tramite l’Asp, si sta lavorando per organizzare autobus che consentano ai dipendenti astigiani di raggiungere Torino per la manifestazione del 13 gennaio.
