di Beppe Malò
ALBA – Giugno 2026 sarà una scadenza cruciale per il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la strategia da oltre 190 miliardi di euro varata dall’Italia nel 2021 per favorire la ripartenza del Paese dopo l’emergenza Covid-19, da un lato sostenendo il settore edile e dall’altro mettendo sul piatto i fondi necessari per ammodernare ed efficientare il patrimonio pubblico. Ora i tempi stringono, perché il prossimo giugno, per l’appunto, rappresenta il termine ultimo per il completamento di molti interventi, ma anche per la presentazione delle richieste di pagamento e rendicontazione.
A livello generale, entro agosto tutti i progetti andranno per forza chiusi, finalizzando i pagamenti entro fine anno. Insomma, per le Amministrazioni i prossimi mesi saranno una corsa contro il tempo per risolvere le criticità rimanenti relativamente alla gestione amministrativa delle opere. Che, per quanto riguarda Alba, sono 11.
L’incognita del nido
In vista di queste scadenze, facciamo il punto della situazione con l’assessore albese ai lavori pubblici, Edoardo Fenocchio: «Dei progetti che abbiamo avviato, solo tre sono ancora in fase di cantiere: l’ex casa Miroglio, in via Manzoni, la mensa del quartiere Mussotto e il nuovo asilo nido di corso Europa».
È proprio quest’ultimo il nodo più critico, dal momento che il cantiere non ha fatto importanti passi in avanti. Si tratta di un’opera da 3,5 milioni di euro, di cui 2,5 finanziati da fondi Pnrr. Da solo, cioè, questo intervento vale circa il 30 per cento dei 10 milioni impegnati da Alba. L’appalto è stato affidato alla società di costruzioni bolognese Operosa che, a sua volta, ha affidato i lavori in subappalto a due aziende laziali: la Mg e la Cogeur engineering, impegnate nel cantiere con un modesto numero di addetti, tutti assunti come manovali e contratto di primo livello.
Riprende Fenocchio: «Le vicende di questo cantiere sono ormai note. La strada è stata in salita sin da subito, già con l’allestimento. E così anche il rapporto con l’impresa affidataria individuata da Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, ndr) si è rivelato problematico. I lavori sono proseguiti lentamente, fermati anche per una protesta da parte degli addetti a cui non veniva pagata la sistemazione alberghiera. In questo momento, siamo al 35 per cento dei lavori ed è evidente che non si potrà completare l’opera nei tempi stabiliti».

Salvare le risorse
L’assessore precisa che «in base ad aggiornamenti recenti, entro il 30 giugno non sarà più necessario eseguire il collaudo dell’opera, ma sarà sufficiente fornire la certificazione del completamento dei lavori». Una modifica dei target iniziali: «In pratica, avremo a disposizione circa tre mesi in più per procedere con i lavori. Valuteremo lo sviluppo della situazione passo per passo».
Questo non toglie che rimane utopico il completamento dell’opera, anche tenendo conto di questo lasso temporale aggiuntivo. Il rischio è la perdita dei finanziamenti e di conseguenza dell’asilo. Qual è la strategia, a questo punto? «Abbiamo deciso che i lavori proseguiranno con la ditta Operosa, alla quale saranno applicate le sanzioni previste in caso di inadempienza contrattuale. Sarà essenziale non perdere il finanziamento. Abbiamo allestito una cabina di regia per mettere a punto una strategia di massima limitazione del danno, allo stesso tempo analizzando gli aspetti giuridici e amministrativi della questione, per tutelare gli interessi del Comune».
Sono aperte varie porte: «Grazie al contributo di figure professionali di alta specializzazione, valuteremo tutti gli scenari possibili anche coinvolgendo il Ministero. In questa direzione, sperando in una riapertura dei termini e preso atto delle novità, appare chiaro che per ora la strategia migliore non è la rescissione del contratto, ma il completamento dei lavori».
Meglio per le altre opere
Come procedono, invece, le altre due opere ancora in fase di realizzazione sotto le torri? Si comincia con la riqualificazione dell’ex casa Miroglio, in via Manzoni, per l’ampliamento del centro studi Beppe Fenoglio e la realizzazione di uno spazio dedicato a Pinot Gallizio, che al momento manca in città.

Riprende l’assessore Edoardo Fenocchio: «In questo caso, i lavori verranno terminati in estate. Successivamente si procederà con l’ampliamento dei locali del centro studi e non l’allestimento del museo. Per ora non sappiamo quale sarà la cronologia di questa seconda fase». Si tratta di un’opera preziosa, anche alla luce del riconoscimento di Alba come Capitale dell’arte contemporanea 2027. L’ex casa Miroglio, infatti, è stata inserita anche tra gli spazi presentati nel dossier di candidatura.
L’altro intervento ancora in fase di ultimazione è la nuova mensa del Mussotto, che servirà anche da centro cottura dei pasti per tutte le mense scolastiche, ruolo che ora viene svolto dalla sede di via Liberazione. Quest’ultima, in base a ciò che è stato spiegato fino a ora, resterà aperta solo per il servizio. I tempi, per questo intervento, sembrano rispettati: «In linea con il cronoprogramma, sarà pronta per l’estate. Resteranno da realizzare le opere di completamento e l’organizzazione degli spazi esterni. Ma si tratta di lavori non finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza».
Tutti i progetti terminati
Un accenno, infine, ai progetti finanziati e realizzati: la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali all’interno della biblioteca civica Ferrero; i lavori di ripristino della viabilità in via Luini Rossi; l’intervento di riqualificazione ed efficientamento energetico della sede Avis di via Margherita di Savoia; la realizzazione di un centro per disabili ricavato nelle ex scuderie della caserma Govone, affidato all’associazione Ludica; la riqualificazione energetica degli uffici della Polizia locale, che si trovano al piano terra del Municipio e che comprende due diversi lotti; la manutenzione straordinaria dei locali della scuola media Vida; la riqualificazione degli spazi che ospitano la facoltà di infermieristica, nel cortile della Maddalena, che è totalmente operativa.

