di Davide Barile
IL CASO – I residenti gettano la spugna: dopo la riunione con il sindaco Alberto Gatto svoltasi prima di Natale, i condomini preoccupati per l’antenna della Iliad che sarà installata in corso Piave 88 hanno preso atto, a malincuore, di una situazione difficilmente risolvibile. Un cittadino spiega: «Alla fine, degli oltre quaranta vicini, all’incontro eravamo solo in quattro. Il primo cittadino non era né contro né a favore, ma spiace che quasi nessuno di chi abita accanto a noi voglia lottare. In molti pensano sia una battaglia persa, altri temono di perdere soldi con gli avvocati. Ora che l’installazione è stata autorizzata, l’unica via rimasta è il ricorso al Tar».
Il progetto dell’antenna e l’area interessata
Il progetto prevede il posizionamento di un palo di trenta metri e, in cima, un cilindro di tre che maschererebbe le antenne necessarie per la ricezione del segnale telefonico. L’area in questione è il cortile interno del complesso di capannoni che comprende il supermercato In’s. Di fianco vi è un prato, mentre sul retro si affacciano i palazzi che hanno l’ingresso principale in corso Europa.
I timori per sicurezza, salute e precedenti futuri
Il residente prosegue: «Oltre a non conoscere realmente quali possano essere i danni dovuti alle emissioni, c’è il rischio che i camion diretti al magazzino urtino il palo mentre fanno manovra: in questo caso, l’antenna cadrebbe sul palazzo, distante in alcuni punti appena sei metri. Purtroppo credo che questa autorizzazione crei un precedente per altri casi in città».
L’esasperazione raccontata sui social
Tra i commenti sulla pagina Facebook di Gazzetta d’Alba relativi al precedente articolo che tratta della vicenda, se ne può leggere uno emblematico sull’esasperazione di chi vive nella zona: «A ridosso dello stesso condominio, negli ultimi trent’anni si sono inseriti tre nuovi supermercati con altrettante sale macchinari e impianti di ventilazione industriali che girano giorno e notte. A meno di dieci metri è stata installata una nuova cabina Enel. Poi ci sono le relative zone di carico e scarico merci (il pane viene consegnato tra le 4 e 5 del mattino) e i depositi dei cassonetti rifiuti (il ritiro è verso le 6). Il tutto, d’estate, è una vera goduria».
Le richieste rimaste senza risposte
In merito alle antenne telefoniche c’è chi, già prima che uscisse il caso, ha chiesto al Comune più attenzione. Tra loro, vi è una residente di corso Piave, che spiega: «Io e altre persone eravamo state ricevute dal sindaco il 22 agosto 2024. Gli avevamo presentato le 280 firme raccolte da chi era preoccupato per il fatto che il Governo avesse alzato i limiti delle frequenze da 6 a 15 volt al metro. Ad Alba le antenne si moltiplicano, ma ci sono Comuni che si oppongono e applicano una moratoria. Noi invece abbiamo ricevuto solo delle risposte vaghe».
