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Volontari roerini in Kenya: un aiuto concreto ai bambini disabili di Ol Kalou

Un gruppo di volontari in partenza per sostenere la Disabled children’s home gestita dalle Piccole figlie di San Giuseppe

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di Davide Barile 

DAL ROERO – A 150 chilometri da Nairobi, la capitale del Kenya, si trova la cittadina agricola di Ol Kalou: qui è presente la Disabled chidren’s home, struttura nata per accogliere i bambini disabili che, solitamente per problemi economici, sono abbandonati dalle famiglie di origine. Il centro è anche una scuola per l’intero ciclo di istruzione di base fino ai vent’anni: a gestire il tutto sono le suore Piccole figlie di san Giuseppe.

Il gruppo di volontari 

Gli ospiti del centro sono circa duecento: per dare manforte alle attività, da martedì 13 a sabato 24 gennaio sarà presente un gruppo di roerini formato da Luigi Giacone, Marina Bogliolo, Carla Caviola, Nadia Rista, Gabriella Colonna, Fanca Bono, Arnaldo Traversa e Massimo Marengo. «Facciamo tutti parte del Cva (Centro volontari assistenza), ma il nostro è un gruppo autonomo e, prossimamente, proveremo a creare un’associazione. A Ol Kalou eravamo già stati per dieci giorni durante l’ultima estate e la scoperta di questa realtà la dobbiamo ad alcuni di noi che, in passato, si erano recati nell’ospedale di North Kinangop su invito del dottor Bruno Frea. Alcuni pazienti del nosocomio, che dista un paio di ore, sono mandati a Ol Kalou per la riabilitazione: si tratta, solitamente, di casi molto gravi. Nel centro si incontrano anche bambini senza gambe, spastici o con problemi mentali», ha spiegato Giacone.

Le attività svolte

«Rispetto a North Kinangop, noi che non siamo specialisti ci sentiamo maggiormente utili: possiamo dare supporto nelle attività quotidiane, dalla somministrazione dei cibi ai piccoli alla pulizia delle aule fino alla cucitura dei vestiti. Pur essendo nello stesso Paese, si tratta di due realtà molto diverse, a Ol Kalou c’è una povertà immensa».

Raccolta fondi e necessità 

Per ora, in assenza di un’associazione cui fare riferimento, organizzare una raccolta fondi ben strutturata è ancora difficile. Giacone e gli altri volontari riusciranno comunque a portare in Kenya alcuni aiuti. «Molte persone che conosciamo ci hanno semplicemente dato una busta con del denaro dentro o degli abiti per i bambini: si fidano perché sanno che porteremo tutto a destinazione. Ogni piccolo contributo è importante, chi fosse interessato a darci una mano può telefonare al numero 347-30.58.528». Il sogno, appena possibile, sarà di comprare un generatore. «Nella stagione delle piogge, purtroppo, la luce salta per giorni interi e l’unico modo per garantire di non restare al buio e far funzionare i macchinari è dotarsi di tale strumento. Il costo, per ora, è troppo elevato; speriamo comunque di ottenere, in futuro, qualche contributo dalle fondazioni bancarie», aggiunge.

Le suore e la missione 

Le suore presenti nel centro «sono tutte africane, ma parlano l’italiano correttamente: prima di iniziare la loro missione, sono mandate per un certo periodo a Verona nella Casa madre».

Il legame con la comunità 

Il legame instaurato con la comunità locale è molto forte. «Due di noi hanno deciso di adottare a distanza dei bambini. Con una piccola cifra annuale, cerchiamo di rendere la vita migliore a chi è nato in contesti sfortunati», conclude Luigi Giacone.

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