di Manuela Zoccola
ASTI – Era profondo il legame tra Asti e Maria Rita Parsi, la famosa psicoterapeuta, volto noto della Tv, scomparsa improvvisamente, nei giorni scorsi, a 78 anni. Già membro del comitato Onu per i diritti del fanciullo e autrice di oltre 120 pubblicazioni, attraverso la sua fondazione Movimento bambino Parsi ha dedicato tutta la propria vita alla difesa dei diritti dell’infanzia e contro il disagio giovanile.
La collaborazione con il capoluogo astigiano era iniziata nel 1991, senza mai interrompersi, attraverso la giornalista e scrittrice locale Mariella Lentini, che ne curava l’ufficio stampa e l’editing di alcuni libri e che l’ha ricordata con gratitudine come una persona «geniale, sensibile, umana, generosa». Il Comune di Asti e altre istituzioni avevano invitato la psicoterapeuta a presentare i suoi saggi.
Sempre nel capoluogo astigiano Parsi aveva presentato, inoltre, alcuni testi a cura di Lentini (tra cui Santi compagni guida per tutti i giorni, giunto alla quinta edizione). Nel 2003 un altro progetto editoriale (Il soldato con le pistole ad acqua, pubblicato dall’onorevole Anna Serafini con la collaborazione di Parsi e curato da Lentini) aveva coinvolto le scuole astigiane.
E ancora, la copertina del libro della Parsi Il principe che non si innamora mai era stata illustrata dalla pittrice astigiana Silvia Ravetti. Alcuni anni fa, la psicoterapeuta aveva accettato di rilasciare un’intervista a Gazzetta D’Alba nell’ambito dell’inserto speciale dedicato al Covid.
Come sottolineato da Lentini, la psicoterapeuta aveva già un forte legame con l’Albese, in particolare con la fondazione Ferrero, con cui aveva realizzato la Carta di Alba (sintesi di proposte per promuovere l’invecchiamento attivo e in salute) e altre iniziative culturali.
