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AstiJazz 2026: cinque edizioni e sguardo al futuro

Il festival cresce e rafforza il legame con il Torino Jazz Festival Piemonte

AstiJazz 2026: cinque edizioni e sguardo al futuro

di Andrea Olimpi

MUSICA – Asti taglia il traguardo della quinta edizione di AstiJazz e lo fa con un cartellone che non si limita a confermare una formula, ma ne rafforza l’identità. Cinque edizioni non sono solo una ricorrenza simbolica: rappresentano la fase in cui un progetto culturale smette di essere una scommessa e diventa struttura stabile del calendario cittadino.

Il programma 2026, realizzato dal Comune di Asti in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo, è inserito nel circuito del Torino Jazz Festival Piemonte. Un passaggio che consolida il ruolo di Asti dentro una rete regionale sempre più riconoscibile e strategica.

Dichiara il Sindaco di Asti Maurizio Rasero: “Tagliare il traguardo delle cinque edizioni ci conferma la qualità di questo festival. Un cartellone forte che va inserirsi in quello del prestigioso Torino Jazz Festival Piemonte, segnale del consolidamento crescente di Asti come tappa per gli amanti della buona musica”.

Aggiunge l’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi: “Come per AstiMusica, anche per AstiJazz abbiamo iniziato a lavorare con largo anticipo per poterci accaparrare proposte di qualità. Se l’anno scorso abbiamo calato l’asso di Bill Bruford con il Pete Roth Trio, non è da meno per il 2026 l’accoppiata Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, oltre che il restante bouquet di artisti in cartellone dal profumo internazionale. Il crescente seguito registrato nelle scorse edizioni ha confermato l’interesse del pubblico, anche giovane, nei confronti del jazz. Un tassello solido nel mosaico culturale della nostra città, oltre che un’occasione per stare insieme e scoprire nuova musica”.

“Per quanto riguarda la costruzione del programma, credo che il lavoro fatto sia stato di livello molto alto. Se dovessi dare una valutazione, parlerei di un otto, forse anche un nove, proprio per la qualità della proposta artistica e per la capacità di adattare il progetto al contesto, mantenendo però una forte identità”, ha dichiarato Paride Candelaresi, Assessore alla Cultura del Comune di Asti. “Da oltre un anno lavoriamo su questo progetto con impegno e continuità. Abbiamo investito tempo, energie e risorse, costruendo relazioni, programmazione e visione. Alcune scelte che oggi vengono messe in discussione non sono nate per caso – ha proseguito Corinaldesi – non si è trattato semplicemente di mettere insieme dei nomi, ma di costruire un percorso coerente, capace di dialogare con la città e con il pubblico. Abbiamo cercato di coniugare qualità musicale, sperimentazione e tradizione, valorizzando artisti che hanno saputo interpretare al meglio lo spirito del festival”.

Il quinto anno segna anche un cambio di percezione: AstiJazz non è più solo un contenitore di concerti, ma un laboratorio di equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Un festival che sceglie di aprire con un omaggio colto e identitario, ma che non rinuncia a guardare alle nuove traiettorie del jazz europeo e sudamericano.

Afferma Matteo Negrin, direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo: “Asti Jazz rappresenta un tassello fondamentale del Torino Jazz Festival Piemonte, perché incarna perfettamente l’idea di un jazz capace di dialogare con le comunità locali senza perdere respiro nazionale e internazionale. La collaborazione con il Comune di Asti si conferma strategica: insieme costruiamo un percorso che valorizza gli artisti, amplia i pubblici e rafforza il ruolo culturale della città all’interno di una rete regionale sempre più coesa e riconoscibile”.

“Per noi organizzare un evento significa costruire un progetto che abbia identità, che tenga insieme tradizione e contemporaneità”, sottolinea Enrico Regis, della Fondazione Piemonte dal Vivo e prosegue, “è importante soprattutto quando parliamo di Piemonte, di Torino, di un territorio che ha dimostrato di saper produrre cultura e musica di altissimo livello. Aprire con una prima data significativa è una scelta precisa. La prima data piemontese non è solo un concerto, ma un segnale: significa fiducia, significa riconoscere il valore di questo pubblico e di questa piazza”, definendo AstiJazz una sorta di anteprima del festival Torino Jazz Festival.

Conclude il direttore del Teatro Alfieri Angelo Demarchis: “Alla quinta edizione, possiamo tranquillamente affermare AstiJazz è una realtà solida e attesa nel palinsesto degli eventi della città. Sempre fondamentale la collaborazione con Piemonte dal Vivo, a dimostrazione che facendo rete i risultati arrivano. Resta la volontà di arrivare a ogni tipo di pubblico, incluso quello giovane, con biglietti di ingresso a prezzi decisamente popolari”.

Il programma si apre venerdì 8 maggio 2026 al Teatro Alfieri con “Il cielo è pieno di Stelle”, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello. Seguono i Musica da Ripostiglio il 13 maggio, l’Eleonora Strino Trio il 22 maggio e il Roger Corrêa Quarteto il 26 maggio alla Sala Pastrone.

Biglietti: 18 euro intero e 15 ridotto per l’omaggio a Pino Daniele; 13 euro intero e 10 ridotto per gli altri concerti. Riduzioni per abbonati, under 25, over 65 e convenzionati. Vendita 24 febbraio alla cassa del Teatro Alfieri e online su www.bigliettoveloce.it.

Info 0141.399057 www.teatroalfieriasti.it

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