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Autovelox: Il giudice di pace dà ragione all’automobilista sanzionato a Canale

La materia spiegata da Mario Gatto dell'associazione Globoconsumatori di Alessandria che ha seguito il caso roerino: «Anche se approvati dal Ministero, gli autovelox restano privi di omologazione e le multe, di conseguenza, sono nulle».

Il giudice

di Davide Barile

IL CASO – È della scorsa settimana la notizia dell’annullamento, da parte della giudice di pace di Alba, di un verbale per il superamento del limite di velocità rilevato dall’autovelox di Canale con cui il Comune roerino è stato condannato anche al rimborso delle spese vive.

Il ruolo della Globoconsumatori

A seguire il caso è stata la Globoconsumatori, associazione presieduta e fondata da Mario Gatto che, partita da Alessandria, oggi ha 55 sedi in tutta Italia. Gatto è uno dei maggiori esperti in materia: spesso è invitato in trasmissioni televisive, fa parte della Commissione trasporti della Camera e, garantisce, «sovente i giudici di pace, con i quali ho ottimi rapporti, mi telefonano per chiedere pareri necessari per elaborare le sentenze. Lo fanno perché si rendono conto, leggendo i nostri ricorsi, che in Italia persone preparate come noi in materia ce ne sono davvero poche».

Il discorso è molto semplice

Nonostante il dibattito sugli autovelox sia acceso e contorto, Gatto precisa che, in realtà, tutto è molto più semplice e chiaro: «In Italia, nessun rilevatore di velocità, che sia fisso, mobile o semaforico, è omologato e, di conseguenza, regolare. Non ci sono norme che fissino i parametri per l’omologazione. Trattandosi di una misurazione della velocità, il ministero competente non è quello dei trasporti ma l’attuale Ministero delle imprese e del made in Italy, ex dicastero dello sviluppo economico. L’omologazione è un requisito presente nel Codice della strada, che nella gerarchia delle fonti viene prima di ogni decreto ministeriale. Quindi, anche se approvati dal Ministero, gli autovelox restano privi di omologazione e le multe, di conseguenza, sono nulle».

Oltre 3mila in tutta Italia

Fino al 30 novembre, Comuni e Province hanno potuto comunicare al Ministero dei trasporti il numero di apparecchi posseduti, indicando marca, modello, riferimenti dell’omologazione e, nel caso degli apparecchi fissi, la posizione. L’elenco è stato pubblicato sul sito del Ministero e, in tutta Italia, risultano essere 3.765, di cui 62 nella Granda. Prosegue Gatto: «Nonostante l’elenco, cambia nulla. Restano tutti non omologati, lo ripeto. Ho letto che a Motta di Costigliole li stanno cambiando perché i precedenti erano vetusti: è uno sforzo inutile, nemmeno i nuovi potranno essere usati».

Il ruolo della Polizia locale

Secondo il presidente di Globoconsumatori, «a non conoscere le norme, purtroppo, spesso sono gli agenti della Polizia locale. Le Amministrazioni, poi, usano gli autovelox per fare cassa, mentre invece i controlli con paletta e fischietto comportano dei costi. A Gambolò, in Provincia di Pavia, in tre mesi sono stati fatti 62mila verbali: non mi vengano a dire che i novemila abitanti sono tutti pazzi. C’è comunque un problema di fondo, è assurdo che, seppur non a norma, nessuno vieti di usare i rilevatori agli enti locali. Che, tra l’altro, non ne sono nemmeno i proprietari: pagano un canone di noleggio basato sulla percentuale delle multe».

Quando fare ricorso?

Sui ricorsi, Gatto aggiunge: «Consigliamo sempre di farli se il verbale prevede la decurtazione di tre o più punti. Per multe da 49 euro non conviene per via delle spese da sostenere, ma ognuno è liberissimo di procedere comunque. Occorre ricordare, però, che per fare ricorso non bisogna pagare la multa. Tale atto sarebbe un’ammissione di colpa». Tramite avvocato «le tabelle prevedono tariffe dai 600 agli 800 euro. Chi si rivolge a noi ne spende soltanto 150 o 200. Di sicuro, se il ricorso è accolto, il contributo unificato di 43 euro è restituito. Non lo si può sapere prima, però ultimamente sempre più giudici di pace condannano l’ente a risarcire anche le spese legali. Altro vantaggio: facendo ricorso, si sospende immediatamente la sanzione, compresa la decurtazione dei punti. Ad Alba, la giudice di pace sta fissando le udienze al 2028: ciò significa che, per almeno tre anni, non ci devi più pensare».

La situazione all’estero

Ma cosa accade all’estero? «Una persona è venuta da noi per una multa presa in Svizzera. Per prima cosa, abbiamo telefonato all’ente governativo. Abbiamo esposto le ragioni secondo il nostro modo di operare in Italia, loro ci hanno detto che non importava se gli apparecchi fossero omologati o meno: il nostro assistito avrebbe dovuto pagare o scordarsi di rientrare un giorno nel loro Paese. Ogni Stato fa le regole che vuole, noi ci atteniamo a quelle italiane che chiedono l’omologazione per gli autovelox. E nessuno ce l’ha».

Ne abbiamo parlato anche nel Podcast. Ascoltalo qui:

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