AGRICOLTURA – La Regione Piemonte mette sul piatto 3 milioni di euro per sostenere la competitività delle aziende suinicole. Un bando dedicato esclusivamente al comparto che prevede contributi fino al 60% per investimenti su stalle, impianti, macchinari e interventi di biosicurezza.
«È un’opportunità concreta per rafforzare la competitività delle aziende suinicole e, nello stesso tempo, alzare il livello di biosicurezza e modernizzazione delle strutture di allevamento». Così Silvio Chionetti, vice direttore vicario e responsabile del Settore zootecnico di Cia Cuneo, presenta la misura regionale rivolta agli investimenti produttivi agricoli.
Il bando sostiene interventi finalizzati a migliorare il rendimento globale degli allevamenti di suini attraverso l’acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la modernizzazione dei fabbricati destinati alla suinicoltura e dei relativi impianti, oltre alla dotazione di attrezzature e macchinari per i lavori di stalla, nel rispetto delle norme vigenti in materia di biosicurezza.
«Il bando – spiega Pietro Busso, responsabile provinciale del Settore Finanza agevolata di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo – nasce con una ratio chiara: accompagnare le aziende in un percorso di sviluppo strutturale e gestionale che porti risultati misurabili e duraturi, con interventi coordinati e coerenti. In questo quadro, sono ammesse anche domande che prevedano esclusivamente l’acquisto di macchinari e attrezzature per la stalla, purché rispondano agli obiettivi dell’intervento».
Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati, con qualifica di Coltivatore diretto o di Imprenditore Agricolo Professionale. È necessario avere come codice Ateco primario o secondario quello relativo all’allevamento dei suini (01.46.00) oppure all’allevamento misto (01.50.00) e disporre di un allevamento suinicolo registrato in Anagrafe Agricola.
Il bando consente anche investimenti collettivi a uso condiviso, purché la domanda sia presentata da un soggetto giuridico in grado di garantire un legame stabile tra più imprese agricole fino alla scadenza del vincolo di utilizzo dell’investimento. In questi casi l’intervento deve riguardare esclusivamente macchinari e attrezzature per la fase di allevamento e ogni richiedente può presentare una sola domanda.
«La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 3 milioni di euro – osserva Busso –. La spesa minima ammissibile è fissata in 25.000 euro per domanda (15.000 euro nelle zone montane). Il sostegno massimo concedibile è di 200.000 euro per ciascuna azienda beneficiaria, mentre per gli investimenti collettivi il massimale arriva a 400.000 euro, indipendentemente dal numero di aziende partecipanti».
Il contributo viene riconosciuto come rimborso delle spese ammissibili effettivamente sostenute e rendicontate, sotto forma di contributo in conto capitale. L’aliquota base è pari al 40% del costo dell’investimento ammissibile, con una maggiorazione del 10% per investimenti in zone montane e di un ulteriore 10% per interventi realizzati da giovani agricoltori. Le maggiorazioni sono cumulabili, portando il contributo fino al 60%.
Tra gli interventi finanziabili rientrano la costruzione, il miglioramento, la ristrutturazione, il recupero e l’ampliamento di immobili destinati all’attività di allevamento suinicolo, comprese le opere di miglioramento fondiario, con esclusione delle abitazioni. È ammesso anche l’acquisto di fabbricati da destinare all’allevamento, a condizione che sia prevista una ristrutturazione pari almeno al 20% del costo di acquisto e che l’operazione risulti economicamente più conveniente rispetto alla costruzione ex novo.
Sono inoltre finanziabili l’acquisto o l’acquisizione, anche tramite leasing, di nuove macchine, impianti e attrezzature per la stalla, comprese soluzioni legate all’agricoltura digitale e di precisione, nonché l’installazione di recinzioni conformi alle norme di biosicurezza. Previsti anche investimenti per l’adeguamento a nuove norme obbligatorie imposte dall’Unione europea, purché l’adeguamento avvenga entro 24 mesi dall’entrata in vigore e l’obbligo non sia precedente ai 24 mesi antecedenti la presentazione della domanda.
Sono ammesse, nei limiti stabiliti, le spese generali connesse agli interventi edilizi, come onorari di progettisti e consulenti, consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica, studi di fattibilità e la scheda Classyfarm asseverata dal veterinario competente. Ammessi anche investimenti immateriali, come software, soluzioni cloud, licenze e perizie tecniche, con un tetto massimo complessivo di 3.000 euro per le spese relative alle asseverazioni e alle perizie legate agli investimenti digitali.
Gli investimenti devono essere realizzati in Piemonte e, una volta ammessa la domanda, il beneficiario dovrà realizzare almeno il 70% dell’importo approvato in istruttoria, pena la decadenza del sostegno.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 17 aprile 2026.
«Parliamo di un bando che può fare la differenza, ma che richiede un’impostazione corretta fin dall’inizio, sia per quanto riguarda i requisiti sia per la coerenza tecnica ed economica del progetto – avverte Busso –; per questo invitiamo gli allevatori interessati a rivolgersi al più presto agli uffici di Cia Cuneo, così da valutare caso per caso la fattibilità dell’operazione e costruire una domanda solida e completa, in linea con le regole del bando e con gli obiettivi aziendali».
Redazione
