BRA – Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio, in diverse vie del centro di Bra, sono comparsi volantini affissi abusivamente sui muri e sugli arredi urbani. I fogli erano firmati Gioventù giallorossa e contenevano un attacco diretto al sindaco, accompagnato da un disegno che lo ritrae in abiti ufficiali con la fascia tricolore.
Il contenuto dei volantini, dai toni particolarmente aggressivi, fa riferimento alla questione dell’adeguamento dello stadio stadio Attilio Bravi, necessario per consentire lo svolgimento delle partite del campionato di Serie C. Il Bra per disputare le gare casalinghe deve andare a Sestri Levante poiché l’impianto cittadino non ha i requisiti strutturali e organizzativi previsti dal regolamento.
Sebbene il tema tecnico non sia esplicitato in modo dettagliato nei volantini, il collegamento con la situazione dello stadio appare evidente. Nel testo, però, si va ben oltre la critica politica o sportiva: vengono riportate frasi che contengono minacce di ritorsione nei confronti del sindaco, configurando un atto intimidatorio che ha suscitato forte preoccupazione.
La modalità scelta — l’affissione notturna e abusiva di volantini dal contenuto minaccioso — è stata giudicata particolarmente grave dagli amministratori comunali. Tutti i gruppi di maggioranza e gli assessori hanno espresso piena solidarietà al primo cittadino, respingendo con decisione quello che definiscono un gesto vile e inaccettabile.
L’Amministrazione sottolinea inoltre che, da mesi, è al lavoro per individuare una soluzione che consenta alla squadra di giocare le partite casalinghe con il minor disagio possibile per tifosi e cittadini. Proprio per questo, le minacce risultano ancora più incomprensibili e in contrasto con l’impegno istituzionale profuso.
Da parte della maggioranza arriva infine un appello alla cittadinanza e ai sostenitori della squadra affinché prendano le distanze da simili iniziative, isolando ogni forma di intimidazione e riportando il confronto su un piano civile, nel rispetto delle persone e delle istituzioni. Il calcio, da sempre, è capace di accendere passioni profonde e coinvolgere emotivamente un’intera comunità. Proprio per questo, però, quando l’entusiasmo supera il limite e si trasforma in aggressività o addirittura in violenza, è necessario fermarsi e riflettere. Atteggiamenti di questo tipo non possono essere giustificati in alcun modo: vanno condannati con fermezza e chi ne è responsabile deve essere isolato.
Lo sport dovrebbe unire, non dividere; creare senso di appartenenza, non alimentare tensioni. Per questo l’auspicio è che prevalga uno spirito civico autentico, fatto di rispetto e responsabilità. Una vicinanza concreta al primo cittadino dovrebbe arrivare da tutte le forze politiche della città, al di là delle differenze, così come dalla società sportiva, chiamata anch’essa a ribadire con chiarezza i valori sani dello sport.
Episodi come questi non devono accadere. Difendere il confronto civile e il rispetto delle persone significa tutelare non solo le istituzioni, ma l’intera comunità.
li.fe.
