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C’è il suo Dna sulla borsa del supermercato che contiene la droga sequestrata: uomo condannato a 7 anni e 6 mesi

C'è il suo Dna sulla borsa del supermercato che contiene la droga sequestrata: uomo condannato a 7 anni e 6 mesi

ALBA – È l’autunno del 2023 e i Carabinieri, controllando l’andirivieni di alcuni veicoli sulle strade tra Neive, Govone e l’astigiano, ne notano una in particolare che passa troppo di frequente: indagano sugli uomini di origine albanese che più spesso usano quel veicolo e sospettano che gli spostamenti siano legati allo spaccio di droga.

I pedinamenti, le cimici Gps e anche l’uso di fototrappole portano i militari a scoprire il nascondiglio principale e, a marzo 2024, quando sono certi della presenza di un grosso carico di stupefacente, intervengono con perquisizione e sequestro sia di circa 600 grammi di cocaina che della busta di un supermercato che conteneva gli involucri.

Gli esami sono scrupolosi e arrivano a identificare tracce di Dna proprio sulla borsa di plastica; serve però un campione da abbinare al profilo genetico così, i Carabinieri riescono a fermare l’auto con i sospetti a bordo sottoponendoli a un alcoltest, puntando soprattutto a raccogliere materiale biologico per la comparazione. Fanno centro, il confronto è positivo e scattano gli arresti, anche se uno dei sospettati riesce a evitare il provvedimento tornando in Albania.

Tutta la vicenda è stata ricostruita nei dettagli in Tribunale di Asti, arrivando a una condanna a sette anni e sei mesi per l’uomo il cui Dna era presente sulla borsa con dentro la droga che si è difeso dicendo di non centrare nulla con lo stupefacente ma di aver usato la borsa per fare la spesa. La Procura aveva chiesto 12 anni di reclusione e la difesa è pronta a ricorrere in appello puntando sul fatto che l’esame genetico non ha potuto individuare la natura biologica della traccia.

L’indagine denominata Drug delivery è stato un esempio di collaborazione tra inquirenti e le diversi reparti dei Carabinieri con aliquota operativa della Compagnia albese, militari delle stazioni di Neive e Govone impegnati a lungo nelle indagini, affrontate anche con meccanismi investigativi innovativi senza perdere di vista il servizio quotidiano svolto sul territorio.

Con le informazioni raccolta durante le indagini il Tribunale astigiano ha anche deliberato il patteggiato per un altro indagato e la condanna con rito abbreviato per una donna.

redazione

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