PARI OPPORTUNITÀ – Si è svolto nel pomeriggio del 19 febbraio, nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione Piemonte, l’incontro dal titolo “L’Italia in chiave di genere – Lavoro, impresa e partecipazione femminile per la crescita del paese”, promosso dalla Consigliera di parità nazionale in collaborazione con la Consigliera di parità regionale.
Al centro del confronto i contenuti della prima Relazione biennale sullo stato di attuazione della normativa in materia di parità e pari opportunità nel lavoro, documento che offre un quadro aggiornato sui rapporti aziendali tra personale maschile e femminile, sull’utilizzo dei congedi, sugli esoneri contributivi, sulla convalida delle dimissioni dei neogenitori e sui dati relativi alla sicurezza sul lavoro declinata in ottica di genere, al contrasto delle molestie sessuali e al sostegno alle donne vittime di violenza.
Ad aprire i lavori l’assessore regionale Marco Gabusi, seguito dagli interventi di Chiara Cerrato, consigliera di Parità della Regione Piemonte; Stefano Marconi, direttore interregionale Centro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro; Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale Ordine dei Consulenti del lavoro; Paolo Bertolino, segretario generale di Unioncamere Piemonte; Cesarina Manassero, presidente della Commissione Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Torino; Riccardo Russo, del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino. A coordinare i lavori Caterina Angela Agus, consigliera di Parità supplente della Regione Piemonte.
Spazio anche alle testimonianze di imprese certificate, con Massimo Albertengo, CEO Albertengo Panettoni; Pia Bosca, CEO Bosca; Mariasilvia Scippa, Diversity & Inclusion Manager Lavazza S.p.A. A seguire una tavola rotonda moderata da Chiara Cerrato con Filomena D’Antini, consigliera di Parità nazionale; Vincenzo Ciriaco, direttore regionale Inps Piemonte; Domenico Princigalli, direttore regionale Inail Piemonte; Massimo Richetti, vicedirettore Unione Industriale di Torino; Alessandra Brogliatto, Commissione donne cooperazione di Confcooperative Piemonte; Fabrizio Bontempo, presidente Ordine Consulenti del lavoro di Torino; Cristina Maccari per Cgil, Cisl e Uil Piemonte.
In chiusura sono intervenuti il vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte Elena Chiorino e l’assessore regionale alle Pari opportunità Marina Chiarelli.
«La parità nel lavoro si costruisce intervenendo sui nodi strutturali che ancora frenano la partecipazione femminile – ha affermato il vicepresidente Chiorino – Il primo è la conciliazione tra vita e professione: per questo con il Piano A.L.Fa abbiamo compiuto una scelta politica chiara, 17 milioni di euro per rimuovere ostacoli concreti che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra carriera e famiglia. Il welfare aziendale è una vera politica attiva del lavoro: rafforza l’occupazione femminile, sostiene le imprese e migliora la qualità della vita dei lavoratori. Ritengo che la parità non sia mai un costo, ma un investimento strategico. Liberare il lavoro femminile significa far crescere il Piemonte e l’Italia».
«La parità di genere non è solo un principio, ma una responsabilità concreta delle istituzioni, che si traduce in politiche capaci di sostenere le donne e prevenire ogni forma di discriminazione. La Regione Piemonte – ha dichiarato l’assessore Chiarelli – interviene con 5,5 milioni di euro complessivi sui capitoli legati alle Pari opportunità e Welfare. Nel 2024 circa 300.000 euro sono stati investiti in progetti educativi e culturali contro la violenza di genere e per la prevenzione nelle scuole e circa 4.000 sono le donne accompagnate attraverso i servizi e i percorsi sostenuti dalla Regione. Intervenire sui territori e sulle nuove generazioni significa costruire una cultura del rispetto e della consapevolezza, rafforzando il ruolo delle pari opportunità come leva di crescita sociale e culturale del Piemonte e dell’Italia».
«È stato un evento che ci ha permesso di confrontarci sui progressi fatti e sulle criticità da affrontare nel percorso per costruire un mondo del lavoro più equo e condiviso – ha riassunto Chiara Cerrato – Uno sguardo polisistemico che ha spaziato dal rapporto presentato in Parlamento dalla consigliera nazionale di Parità e dagli strumenti messi in campo dalla Regione Piemonte e dal Governo, ai protocolli nazionali e ai tavoli regionali, alle testimonianze di imprese eccellenti per condividere e diffondere le buone pratiche del nostro territorio».
La Relazione analizza le politiche attuate nel triennio 2022-2024 e registra segnali incoraggianti: il tasso di occupazione femminile nella fascia di età attiva ha raggiunto il 52,5%. Restano tuttavia criticità strutturali, a partire dalla concentrazione delle donne in alcuni settori – istruzione, sanità, commercio, servizi sociali – e dalla scarsa presenza nei ruoli apicali. Persistono inoltre divari retributivi, più marcati nelle grandi imprese e nel commercio, meno accentuati tra le pmi.
Il tema della conciliazione tra vita lavorativa e familiare rimane centrale. I congedi parentali risultano ancora poco utilizzati dai padri, confermando un carico di cura prevalentemente femminile. In questo quadro, strumenti come la certificazione della parità e l’estensione dell’obbligo di redazione dei rapporti aziendali rappresentano leve decisive per promuovere modelli organizzativi più equi e inclusivi.
Sul fronte europeo, il recepimento delle Direttive (UE) 2023/970 e 2024/1500 entro giugno 2026 è indicato come passaggio cruciale per rafforzare la lotta al divario retributivo, a condizione che vengano garantite adeguate risorse al sistema di parità.
Dalla Relazione emerge infine la necessità di politiche integrate e di lungo periodo, capaci di intervenire su più piani: monitorare l’efficacia delle misure esistenti; contrastare gli stereotipi; incentivare flessibilità sostenibile e accesso ai ruoli di vertice; potenziare asili nido e assistenza domiciliare per ridurre il carico di cura che grava ancora in larga parte sulle donne. Un percorso coerente con la Missione 5 del PNRR, che individua nella riduzione dei divari di genere una priorità strategica per la coesione sociale e la competitività del Paese.
Redazione
