SANITÀ – All’interno dell’ASL CN2, all’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, la ricerca si concentra su un aspetto spesso trascurato ma decisivo nel percorso oncologico: il gusto. Si chiama GustiAmo lo studio pilota osservazionale prospettico, monocentrico, farmacologico e no profit promosso dalla struttura di Nutrizione Clinica e Disturbi del Comportamento Alimentare, con l’obiettivo di comprendere l’impatto della chemioterapia sulla qualità della vita dei pazienti.
L’iniziativa coinvolge anche le strutture di Senologia Oncologica, Direzione delle Professioni Sanitarie e Progetti, Ricerca e Innovazione dell’ASL CN2, con il contributo di Davide Risso, ricercatore albese con esperienza internazionale nel campo della biologia del gusto e autore del libro “DeGustibus”. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Ospedale Alba Bra, dopo essere risultato vincitore del concorso “Ci prendiamo cura di te”.
Al centro dello studio c’è la disgeusia, ovvero l’alterazione del senso del gusto, un effetto collaterale frequentemente riportato durante la chemioterapia ma ancora poco caratterizzato attraverso strumenti di misurazione oggettivi. Le modificazioni della percezione gustativa possono influenzare in modo significativo le abitudini alimentari, lo stato nutrizionale e la qualità della vita dei pazienti, rendendo necessario un approfondimento sistematico del fenomeno.
L’obiettivo primario è determinare l’incidenza della disgeusia nei pazienti affetti da carcinoma mammario non metastatico sottoposti a trattamento chemioterapico, sia in fase neoadiuvante sia adiuvante, seguiti dalla Senologia Oncologica all’interno della struttura di Oncologia dell’ospedale di Verduno. L’analisi viene effettuata attraverso test sensoriali standardizzati, ad elevata sensibilità e riproducibilità, per ottenere una valutazione oggettiva delle modificazioni del gusto indotte dalla terapia.
Accanto a questo traguardo, lo studio mira a valutare l’impatto delle alterazioni gustative sullo stato nutrizionale e sulla qualità della vita, contribuendo a chiarire la rilevanza clinica di un disturbo spesso considerato secondario ma potenzialmente determinante nel percorso di cura.
I partecipanti vengono valutati in quattro momenti distinti: prima dell’inizio della chemioterapia; a metà trattamento; al termine della terapia; due mesi dopo la conclusione del ciclo. In ciascuna fase sono raccolti dati anamnestici, effettuati test gustativi standardizzati sulle cinque qualità fondamentali e sulla percezione chemestesica del piccante, valutato lo stato nutrizionale secondo criteri condivisi a livello internazionale e somministrati questionari specifici per misurare le alterazioni del gusto e la qualità della vita.
L’esperienza conferma l’impegno dell’ASL CN2 nel promuovere studi orientati non solo all’efficacia dei trattamenti, ma anche alla valutazione degli esiti che incidono sul benessere complessivo dei pazienti, rafforzando un modello di sanità fondato sull’evidenza scientifica e sull’attenzione alla persona lungo tutto il percorso di cura. Un’analisi approfondita della disgeusia consentirà di predisporre interventi di supporto mirati e personalizzati, capaci di accompagnare i pazienti durante l’intero ciclo terapeutico, integrando la dimensione sensoriale e nutrizionale nella pratica clinica.
Curarsi con la ricerca in Piemonte
“Curarsi con la ricerca in Piemonte” è la rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver approfondito l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sul territorio per migliorare cure e servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI-R nella governance della ricerca sanitaria piemontese, ogni settimana viene presentata un’esperienza diversa per valorizzare il lavoro svolto nelle ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.
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