a cura della redazione
Foto Pierangelo Vacchetto
ALBA – Una delle ultime apparizioni pubbliche di Maria Franca Ferrero, nata Fissolo, è stata in occasione dell’inaugurazione della Fiera del tartufo, lo scorso ottobre. Aveva salutato le autorità e aveva preso posto come sempre in prima fila. Sarà strano non vederla in occasioni come questa, figura discreta e allo stesso tempo incisiva, rappresentante di quella generazione di imprenditori che hanno scritto la storia del territorio.
Per la durata delle esequie, ad Alba il sindaco ha indetto il lutto cittadino. L’Aca, in nome della «stima e riconoscenza per aver profuso attenzione e cura negli aspetti sociali e culturali», ha distribuito ai commercianti del centro 500 foto della signora Ferrero da esporre in vetrina, com’era stato per i funerali di Michele, morto proprio il 14 febbraio di undici anni fa.
Alba oggi si ferma, per seguire in silenzio il funerale, celebrato dal vescovo di Alba Marco Brunetti, e dire addio a Maria Franca Ferrero. L’inizio delle esequie è previsto per le 15. Per il Governo, dovrebbe arrivare in città il ministro della difesa Guido Crosetto. L’ingresso all’interno è riservato, mentre all’esterno è stato allestito un maxischermo.

L’arrivo del carro funebre e l’ingresso in Duomo
Alle 15 puntuali, nel silenzio, ha fatto ingresso nella piazza il carro funebre. Dietro, a piedi, la famiglia al completo: Giovanni Ferrero (presidente del gruppo) con la moglie Paola Rossi, e i figli Michele e Bernardo; Luisa Strumia, vedova di Pietro Ferrero, con i loro figli Michael, Marie Eder e John. Dopo la benedizione di don Claudio Carena, parroco della parrocchia del Duomo, la bara è stata condotta all’interno, sormontata da una cascata di fiori bianchi. Ad accompagnare la famiglia, l’applauso della piazza.

Il video dell’arrivo della bara
L’omelia del vescovo Marco Brunetti
Carissimi fratelli e sorelle,
oggi Alba si ferma, composta, per rendere omaggio ed esprimere una riconoscenza infinita alla Signora Maria Franca Fissolo Ferrero e per condividere il dolore della Famiglia per una perdita così importante.
Ma ciò che ci raccoglie qui in Cattedrale, così numerosi, è la fede in Gesù Cristo che ha vinto la morte e ci ha donato la vita, quella fede che la Signora Maria Franca ha sempre vissuto e testimoniato e di cui sovente parlavamo nei nostri incontri.
Lasciamoci illuminare e guidare dalle letture della Parola di Dio che ci parlano profondamente della vita, della morte e della speranza. Il libro della Sapienza, ci offre una visione consolante e profonda sulla sorte dei giusti, mentre il Vangelo secondo Giovanni ci guida verso una comprensione più piena della nostra fede in Cristo come via, verità e vita.
Nella prima lettura abbiamo letto: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, e nessun tormento le toccherà.” Queste parole risuonano come un canto di speranza e di conforto. La Sapienza ci ricorda che, anche se il mondo può vedere la morte come una sconfitta, per i giusti è, in realtà, una transizione verso una vita più piena. I giusti, e Maria Franca era tale, sono protetti da Dio stesso. La loro vita, che può apparire fragile agli occhi del mondo, è nella pienezza della grazia divina. Questo ci invita a riflettere su come noi percepiamo la vita e la morte. Spesso siamo presi da paure e ansie, ma la Sapienza ci esorta a guardare oltre, a riconoscere che la vera vita è quella che si vive in comunione con Dio.
La lettura ci offre una visione di speranza: “I giusti vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore.” Qui, troviamo il cuore della nostra fede: la vita eterna. Nonostante le prove e le tribolazioni, i giusti sono assicurati che la loro vita non termina nella morte, ma si trasforma in una comunione eterna con Dio. Questa promessa è un faro di luce nelle tenebre e ci invita a vivere in modo che le nostre azioni riflettano il nostro amore per Dio e per gli altri.
Il Vangelo di Giovanni ci riporta le parole di Gesù, che ci invitano a non lasciarci turbare: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.” Queste parole sono un invito potente all’abbandono e alla fiducia. In un mondo pieno di incertezze, Gesù ci chiama a riporre la nostra fede in lui. La fede è la chiave per affrontare le ansie e le paure della vita. E quando Gesù dice di non turbarsi, ci invita a guardare oltre le circostanze immediate e a concentrarci sulla verità eterna che lui rappresenta.
La fede ha sempre accompagnato la Signora Maria Franca, così pure il suo sposo il Sig. Michele, di cui proprio oggi 14 febbraio ricorre l’undicesimo anniversario dalla sua morte, soprattutto nei momenti difficili della loro vita, come quando hanno perso prematuramente il figlio Pietro, un dolore che riaffiorava sempre nei colloqui con la Signora.
Gesù ci indica una meta per il nostro pellegrinaggio terreno: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore.” Quest’ affermazione è un’espressione profonda della nostra speranza cristiana. Ogni credente è chiamato a una dimora eterna presso Dio. La casa del Padre è una realtà spirituale in cui possiamo vivere in comunione con Dio. Questa promessa ci offre un senso di appartenenza e di sicurezza. Siamo parte di un disegno divino che va oltre la nostra vita terrena.
Quando San Tommaso chiede a Gesù: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?“, Gesù risponde: “Io sono la via, la verità e la vita.” Queste parole sono essenziali per la nostra fede. Gesù non è solo un maestro che indica la via, ma è la via stessa.
Non dobbiamo cercare altrove per trovare il significato della vita o la verità; essa è incarnata in lui. La nostra relazione con Gesù è ciò che ci guida, ci nutre e ci sostiene nel cammino della vita.
Sono certo che la Signora Maria Franca è in cielo ad occupare quel posto che Gesù ha preparato per i giusti, insieme al suo caro Sposo Michele e al figlio Pietro.
La sua discrezione e umiltà unita alla sua generosità infinita soprattutto verso le necessità della nostra città e del nostro territorio, attraverso anche alla illuminata presidenza della Fondazione Ferrero, ci induce a rendere grazie a Dio per aver messo sul nostro cammino una donna di tale statura morale e imprenditoriale.
Il motto della Fondazione “Lavorare, creare, donare”, che la Sig.ra Ferrero ha portato avanti con tenacia e grande professionalità, rappresentano la sintesi di una vita ricca di impegno e attenzioni agli altri e al territorio.
In un mondo che spesso ci offre false speranze e illusioni, le parole di Gesù e la saggezza del libro della Sapienza ci ricordano che la vera vita si trova in Dio. La nostra chiamata è quella di vivere come giusti, confidando nella protezione e nell’amore di Dio, e di camminare sulla via tracciata da Cristo, che è la nostra guida e la nostra verità.
Fratelli e sorelle, oggi siamo invitati a riflettere sulla nostra vita e sul nostro cammino di fede. Siamo chiamati a non temere, a non lasciarci turbare dalle difficoltà e dalle incertezze, ma a riporre la nostra fiducia in Dio e nel suo piano per noi. La vita eterna è una promessa che ci sostiene e ci dà speranza. Viviamo quindi con la consapevolezza che le nostre azioni e le nostre scelte devono riflettere la nostra fede in Cristo, che è la via, la verità e la vita.
Affidiamo l’anima della nostra cara Sig.ra Maria Franca alla Vergine Santissima, che solo alcuni giorni fa abbiamo invocato come nostra Signora di Lourdes, e di cui lei e il Sig. Michele erano molto devoti, perché la presenti al Figlio suo Gesù che nella sua infinita misericordia le assegni il posto che è andato a preparare per tutti nella vita eterna e senza fine.
Amen
Articolo in aggiornamento
