La truffa che viaggia WhatsApp: «Sono dal dentista, mandami 1.350 euro»

Il consiglio? «Siate sempre diffidenti da queste richieste, prima di mandare soldi meglio fare una telefonata a chi vi ha inviato la richiesta e assicurarsi che sia tutto a posto, soprattutto quando si tratta di amici o parenti stretti che chiedono soldi».

La truffa:

di Elisa Rossanino

LA SEGNALAZIONE«Ciao, potresti prestarmi 1.350 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera». Recitava così il messaggio – personalizzato con il nome del destinatario – che un uomo della zona a sua insaputa ha inviato su WhatsApp a 150 dei suoi contatti più stretti.

«Per fortuna non ci è cascato nessuno, ma ci è mancato poco, in molti mi hanno chiamato per chiedermi cosa stava succedendo, sono caduto dalle nuvole», racconta. I malintenzionati hanno avuto facile accesso all’elenco dei contatti impossessandosi da remoto della chat, riuscendo a rispondere in modo tempestivo e arguto alle richieste di quanti, letto il messaggio, hanno chiesto ulteriori spiegazioni.

Al «Posso chiamarti» posto da alcuni, i truffatori hanno risposto dando vita a scuse piuttosto verosimili come «Ora non posso parlare», «Ti richiamo appena finisce l’effetto dell’anestesia alla bocca». E intanto incalzavano con la richiesta dei soldi da versare tramite bonifico istantaneo ed ecco comparire rapidamente l’Iban a cui inviare la somma. Al tentennamento si rincarava la dose con messaggi del tipo: «Si prega di inviare la conferma del pagamento».

L’inizio: una richiesta di voto

«Credo che il tutto sia partito da un messaggio ricevuto, in cui un’amica mi chiedeva di votare la figlia a un concorso. Senza pensare ho dato la mia preferenza come avevo fatto molte altre volte. I truffatori si sono collegati così al mio dispositivo e in poco tempo hanno messo su l’inganno», spiega l’uomo. Verificando tra i dispositivi collegati al cellulare emergeva una presenza anomala. «Ho scollegato tutti e mi sono riappropriato della mia chat. Tutti i messaggi inviati da e a me erano nascosti. Ho subito avvisato tutti della truffa in corso mettendoli in guardia».

La segnalazione ai Carabinieri

Una richiesta strana, certo, che facendo leva sull’emotività e sulla fretta rende facile cadere nella trappola. L’Iban italiano e la richiesta d’aiuto arrivata da un amico o un familiare hanno fatto il resto facendo cadere i dubbi di molti. «Tra i miei conoscenti nessuno ha mandato i soldi, ma chissà quanti ci cascano. Ho subito segnalato l’accaduto ai Carabinieri che, però, non potranno fare nulla visto che nessuno ha inviato soldi. Idem la Polizia postale. Questi ultimi mi hanno detto: “Sei il millesimo di oggi” segno che ormai è un fenomeno diffuso quanto subdolo».

Dalle prime verifiche l’Iban è risultato essere di un conto aperto presso una banca digitale che contattata non ha potuto dare ulteriori informazioni in merito.

Il consiglio? «Siate sempre diffidenti da queste richieste, prima di mandare soldi meglio fare una telefonata a chi vi ha inviato la richiesta e assicurarsi che sia tutto a posto, soprattutto quando si tratta di amici o parenti stretti che chiedono soldi».

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