ALBA – Una figura discreta, ma allo stesso tempo incisiva. Questo era Maria Franca Ferrero, mancata questa mattina, 12 febbraio, nella sua casa di Altavilla. L’ultima apparizione in città, dove era tornata a vivere stabilmente da alcuni anni e con la quale aveva uno strettissimo legame, era stato durante l’inaugurazione della Fiera del tartufo, lo scorso ottobre. Era presidente onoraria della holding Ferrero International S.A. e presidente della Fondazione Ferrero.
È stata resa la nota la data del funerale: sarà sabato 14 febbraio, alle 15 in Duomo, mentre la camera ardente sarà allestita da domani, 13 febbraio, in fondazione Ferrero.
Un amore a prima vista
Maria Franca Fissolo nasce a Savigliano nel 1939. Dopo il liceo, studia lingue alla scuola per interpreti a Milano, dove impara l’inglese, il francese e il tedesco. Sarà una scelta decisiva nella sua vita. Nel 1961 viene assunta come traduttrice e interprete in una fabbrica dolciaria di Alba in piena espansione: la Ferrero, guidata da Michele, figlio dell’inventore della Suprcrema che diventerà la Nutella. Il resto è storia: chiamata a sostituire una collega in un’importante trattiva, come raccontò la stessa Maria Franca nelle rare interviste concesse – l’ultima, sul Corriere della sera, a Mario Calabresi – incontrò il titolare. «Fu un colpo di fulmine», raccontò lei, sebbene Michele avesse 14 anni in più. Il tutto iniziò con un invito a cena, il primo capitolo di una vita insieme, fino alla morte di Michele, avvenuta il 14 febbraio 2015, all’età di 89 anni. Avevano trascorso 53 anni come marito e moglie.
La presenza ad Alba
Fianco a fianco per tutta una vita, Maria Franca Ferrero era una figura amata dagli albesi. Non era raro vederla nelle grandi occasioni pubbliche: l’inaugurazione della Fiera del tartufo, l’accensione del grande albero di Natale di piazza Ferrero, le inaugurazioni delle mostre alla fondazione Ferrero, sempre al centro delle sue attenzioni. «Lavorare, creare, donare»: il mantra della famiglia, che la signora Ferrero ha portato avanti.
I grandi dolori
Insieme a Michele, affrontò anche il più grande dei dolori: la morte di Pietro, il primogenito, deceduto tragicamente in Sudafrica. «Sono stata fortunata, ma ho perso Pietro, che aveva solo 47 anni, e perdere un figlio è disumano», aveva dichiarato al Corriere della Sera. «I dolori della vita cancellano i colori: sembra di vivere in bianco e nero».

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