ALBA – Manca poco alla scadenza del contratto con Egea ambiente per la raccolta rifiuti e igiene urbana: arriverà a giugno. L’Amministrazione è pertanto alle prese con una questione delicata e impegnativa: mettere a punto il percorso di avvicinamento, i contenuti del capitolato e il nuovo piano economico-finanziario che renderà disponibili le risorse necessarie per la stipula di un nuovo contratto, con un interlocutore che verrà individuato tramite gara.
Un tema delicato non solo perché parte da una situazione di grande insoddisfazione, dichiarata dalla stessa Amministrazione e dagli albesi, nei confronti di un servizio attualmente non all’altezza, ma anche per la ormai palesata certezza che la tassa rifiuti dovrà aumentare, alla luce del nuovo piano. Di questo, in particolare del contesto economico correlato al nuovo capitolato d’appalto, si è parlato nel corso della riunione della terza Commissione permanente convocata venerdì scorso per dare risposta alla richiesta di chiarimenti da parte di Emanuele Bolla, capogruppo di Fratelli d’Italia.

Botta e risposta con l’opposizione
Bolla: «Vorremmo sapere come procedono la delibera d’indirizzo e il calendario di adempimenti necessari. Ricordo che era stato l’assessore all’ambiente Roberto Cavallo, in Commissione, ad affermare che il Consiglio comunale di fine febbraio avrebbe discusso e approvato il primo passo fattuale in direzione del nuovo appalto. Confesso di essere preoccupato e di non capire perché di questa delibera si siano perse le tracce, tanto da non figurare nell’ordine del giorno del Consiglio del 26 febbraio». E ha aggiunto: «C’è un preoccupante ritardo in vista di giugno».

Ipotesi e dubbi che l’assessore al bilancio, Luigi Garassino, ha respinto senza esitazioni: «Proprio perché siamo consapevoli dell’importanza della questione, stiamo lavorando per affrontare sia gli aspetti tecnici, sia quelli di natura economica, cioè la preparazione di un nuovo piano economico-finanziario che tenga conto di tutti i fattori inerenti al nuovo contratto. L’obiettivo non è quello di fare in fretta, ma di fare bene su quanto sarà oggetto del bando, sugli aspetti comunali e sul ruolo che rimarranno a Str (la società operativa del consorzio pubblico Coabser, a cui resteranno, come annunciato da Cavallo, attività come la gestione dell’ecosportello, la raccolta di sfalci e rifiuti ingombranti, nda), ma anche il discorso dei sei operatori che il Comune mette a disposizione per integrare la raccolta e lo spazzamento», ha chiosato.
Garassino: «Stiamo lavorando per migliorare il servizio»
E ha proseguito: «Siamo ben consapevoli che gli obiettivi di un servizio di qualità superiore produrranno un aumento dei costi, anche a causa del valore dell’energia e dei rinnovi contrattuali del personale. È inevitabile e non basteranno i risparmi prodotti dall’incremento della raccolta differenziata a compensare questo incremento (siamo nell’ordine di circa 500mila euro, ma il dato è provvisorio, nda). Lavoriamo anche per distribuire al meglio gli aumenti previsti tra utenti privati e commerciali, artigianali e industriali, quote fisse e variabili. Si tratta di oneri complessi, da affrontare con ponderazione».
Incalzato da Emanuele Bolla e dal collega Domenico Boeri, Garassino ha dato per certo il passaggio in Giunta della delibera d’indirizzo entro due o tre settimane, per poi approdare nel Consiglio di fine aprile. Un cronoprogramma che ha lasciato l’opposizione insoddisfatta: «Arriveremo a giugno con il rischio di avere un contratto scaduto e un bando ancora da assegnare. Non possiamo non preoccuparci», ha commentato Bolla.
Garassino, a questo punto, ha perso la pazienza: «Mi pare di parlare una lingua incomprensibile. Non ci sono problemi di sorta. Stiamo lavorando, perseguendo l’obiettivo di fare le cose al meglio, in un contesto complesso e strategico per la città. Quella del nuovo appalto è un’occasione di svolta che dobbiamo preparare nel modo migliore: non vogliamo correre», ha chiuso il discorso, seccato.
