di Andrea Olimpi
CULTURA – Si è aperta il 1° febbraio e rimarrà esposta fino al prossimo 28 febbraio, la mostra fotografia inerente al progetto: “Nyumba Ntobhu – La tradizione in via di estinzione dei matrimoni tra donne nella Tanzania rurale” del reporter torinese Stefano Stranges.
La Mostra curata da Hanane Makhloufi, viene realizzata nell’ambito della quinta edizione della rassegna culturale Black History Month Torino, ed è esposta a Luoghi Comuni, in via San Pio V, 11 a Torino.
In mostra si potranno trovare 7 delle 9 storie affrontate nell’intero progetto, con una sintesi di immagini tratte dal reportage effettuato in un mese, tra gennaio e febbraio 2026, nelle aree tribali a ridosso del lago Vittoria, in Tanzania
Nelle aree più remote della regione Mara, in Tanzania, sulle rive del Lago Vittoria, sopravvive una pratica antica e poco conosciuta che oggi sta lentamente scomparendo. Si chiama Nyumba Ntobhu, letteralmente “Casa Senza Uomo”, ed è una forma di matrimonio combinato tra donne, nata per garantire la continuità del lignaggio familiare a vedove o donne sterili.
In questo sistema, una donna anziana e infertile “acquista” una sposa più giovane e fertile, solitamente attraverso lo scambio di bestiame, assumendo il ruolo sociale del marito. I figli nati da relazioni della donna più giovane con uomini esterni non avranno diritti genitoriali: l’autorità parentale spetta alla partner anziana.
Non esistono legami romantici o fisici tra le due donne, ma l’unione rappresenta una risposta tradizionale a problemi di eredità, sostentamento e continuità familiare. Oggi, tuttavia, questa pratica è al centro di un acceso dibattito. C’è chi la difende come fonte di sicurezza e rispetto sociale e chi ne denuncia limiti, imposizioni e, in alcuni casi, abusi.
Stefano Stranges racconta di aver incontrato famiglie in cui queste unioni si tramandano da generazioni, ma anche donne fuggite da relazioni segnate da violenza o coercizione. In rari casi, ha conosciuto coppie che vivono serenamente la loro scelta, legate da una complicità autentica.
Il progetto nasce dal desiderio di dare voce a queste storie: le sfide quotidiane, la resilienza delle donne coinvolte e il cambiamento culturale che sta mettendo in discussione una tradizione secolare. Un racconto che intreccia identità, sopravvivenza e le complesse relazioni tra genere, potere e tradizione in una società in rapida trasformazione.
Il lavoro ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui la selezione all’Head On Photo Festival 2025 di Sydney, la vittoria del Best Photography Award 2025 nella sezione Professional / Photojournalism e la medaglia di bronzo al Px3 – Prix de la Photographie Paris 2025.
“Quando siamo tornati con una piccola stampa che ritraeva Magdalena e Bhoke, durante il primo incontro, loro erano felicemente colpite, non si erano mai viste in foto e quel ricordo immortalato sarebbe rimasto come uno specchio della loro relazione, specchio che non esisteva nella loro capanna”, racconta Stranges mostrando una fotografia.
Stefano Stranges è un fotografo e fotoreporter indipendente italiano. Nei suoi scatti documenta le dure realtà della società contemporanea, dallo sfruttamento alle guerre civili, dalle catastrofi naturali agli effetti dei cambiamenti climatici. Ha raccontato lo sfruttamento legato alla produzione di strumenti tecnologici, dalle miniere di coltan in Congo alla grande discarica tecnologica del Ghana, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali. Ha affrontato il tema dell’infanticidio di genere nel sud dell’India e le problematiche ambientali nel nord dello Zimbabwe in una lunga collaborazione con l’ONG Terre des Hommes.
I suoi reportage sono stati pubblicati su numerose testate italiane e internazionali e i suoi lavori esposti in mostre personali e collettive in Italia e in Europa.
