Pensiero per domenica / Possedere, comandare e usare Dio è peccato di tutti

di Lidia e Battista Galvagno

PENSIERO PER DOMENICA – PRIMA DI QUARESIMA – 22 FEBBRAIO

La Quaresima di questo 2026, oltre che per la consueta abbondanza di parola di Dio su cui riflettere, si caratterizza per una singolare concomitanza con il Ramadan islamico, che inizia il 17 febbraio. Tutti conosciamo e abbiamo contatti con musulmani, ma forse la conoscenza delle rispettive religioni è ancora carente.

Pensiero per domenica / Possedere, comandare e usare Dio è peccato di tutti
Gesù tentato dal demonio, miniatura di Liberale da Verona (1445-1529). Siena libreria Piccolomini.

Due momenti fondativi. È importante conoscere il significato delle ricorrenze. La Quaresima, come suggerito dal Vangelo della domenica (Mt 4,1-11), ricorda i quaranta giorni di “deserto” con cui Gesù si è preparato al ministero pubblico. Il Ramadan ricorda invece la rivelazione del Corano fatta da Allah a Maometto, con la mediazione dell’arcangelo Gabriele. Non potendo evidenziare altri particolari, vogliamo applicare alla relazione tra cristiani e musulmani le parole di Paolo alla comunità cristiana di Roma: «Gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10). E la stima si nutre di conoscenza.

Le tentazioni di Gesù sono più attuali che mai! È sufficiente gettare uno sguardo un po’ approfondito alla realtà in cui viviamo. La tentazione del materialismo si configura non solo come ricerca di abbondanza di pane, ma semmai di oro o di titoli di borsa, per una concentrazione di ricchezza in poche mani che non ha eguali nella storia. Non meno attuale è la tentazione del potere: arrivare a controllare «tutti i regni del mondo e la loro gloria». Ultimamente ha ripreso vigore anche la terza tentazione: usare Dio e la religione a proprio vantaggio, per rafforzare il proprio potere. Ma una pagina di Vangelo non deve essere solo una chiave di lettura della storia, bensì un aiuto a fare un esame di coscienza. Perché la tentazione di possedere, di comandare e di usare Dio a nostro vantaggio, in misura e forme diverse, colpisce un po’ tutti.

Gesù le tentazioni le ha vinte! Alla prima lettura – una sintesi un po’ “brutale” dei capitoli 2 e 3 della Genesi – che narra la tentazione dei progenitori nel Paradiso terrestre, risponde Paolo nella lettera ai Romani (5,12-19). Il ragionamento che fa è difficile e un po’ contorto, ma assolutamente rassicurante: grazie a Gesù Cristo la colpa è stata espiata e su tutti noi si è riversata «la giustificazione che dà vita». Ciò che fa di noi creature nuove è l’unione con Cristo. A questo devono essere finalizzati i sacrifici, la penitenza e le opere di carità. Inoltre, noi sappiamo che la nostra unione a Cristo passa attraverso i fratelli: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40). Per un cristiano la Quaresima non può che essere di fraternità!

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