dal nostro inviato Pierangelo Vacchetto
SANREMO – La serata dei duetti di Festival di Sanremo 2026 arriva come una lunga notte sospesa, carica di attese e promesse. È la vigilia della finale, ma soprattutto il momento in cui la gara rallenta e lascia spazio all’emozione pura.
Le canzoni smettono di appartenere a un solo artista per trasformarsi in memoria condivisa, racconto collettivo e incontro umano prima ancora che musicale. Dentro il Teatro Ariston le luci si abbassano e il tempo sembra dilatarsi. Fuori, tra le strade della città, la folla cresce ora dopo ora: chi aspetta un passaggio fugace, chi un saluto, chi semplicemente vuole poter dire “io c’ero”.
Sanremo, in questa notte, respira all’unisono. Abbiamo ascoltato in anteprima le prove.
Le esibizioni più intense della serata
Uno dei momenti più emozionanti è l’esibizione di Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma in Quello che le donne non dicono: una versione solenne e vibrante che scava in profondità senza cercare l’effetto.
Le Le Bambole di Pezza insieme a Cristina D’Avena riportano l’infanzia sul palco con Occhi di gatto, tra cori spontanei e leggerezza nostalgica.
Grande curiosità per Chiello che interpreta Mi sono innamorato di te, portando sul palco l’ombra poetica di Luigi Tenco e il simbolico legame con Morgan.
Tra pop, jazz e sperimentazione
La serata scorre come un mosaico emotivo:
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Dargen D’Amico, con Pupo e Fabrizio Bosso, trasforma Su di noi in un abbraccio tra ironia e improvvisazione jazz
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Ditonellapiaga e Tony Pitony giocano con The Lady Is a Tramp
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Elettra Lamborghini e Las Ketchup trasformano Aserejé in una festa collettiva
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Ermal Meta e Dardust creano una parentesi cinematografica con Golden Hour
I momenti emotivi e gli omaggi
Grande intensità nel crescendo emotivo di Fedez, Marco Masini e Stjepan Hauser con Meravigliosa creatura.
Delicatezza malinconica con Francesco Renga e Giusy Ferreri, sorpresa ironica con Fulminacci e Francesca Fagnani.
Spazio anche per l’energia popolare di J-Ax, il groove di LDA e Aka 7even con Tullio De Piscopo, e l’introspezione di Leo Gassmann e Aiello.
Gli omaggi alla grande musica italiana
Tra i vertici della serata:
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Malika Ayane e Claudio Santamaria in Mi sei scoppiato dentro al cuore
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L’omaggio a Ornella Vanoni con Michele Bravi e Fiorella Mannoia
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Il tributo a Fabrizio De André di Nayt e Joan Thiele
Eleganza teatrale con Patty Pravo, fusione tra passato e presente con Raf e The Kolors, mentre Tommaso Paradiso e gli Stadio rendono omaggio a Lucio Dalla.
Il finale più personale
Tra i momenti più intimi spicca Tredici Pietro, che insieme a Galeffi e Fudasca canta Vita di Gianni Morandi, trasformando il palco in un omaggio familiare autentico e rispettoso.
Una notte che va oltre la gara
C’è davvero di tutto in questa notte: nostalgia, leggerezza, ferite aperte e tentativi di pace. La serata dei duetti di Sanremo 2026 si conferma la più attesa e partecipata dell’intero Festival, quella in cui la competizione si trasforma in spettacolo puro.
Alla vigilia della finale, il Festival vive la sua notte più intensa: un ponte tra gara e celebrazione, tra palco e strada, tra televisione e città. Una serata che non è solo musica, ma esperienza condivisa, attesa ed emozione.
Ed è forse proprio per questo che, anno dopo anno, resta la più amata dal pubblico.
