di Andrea Olimpi
CRONACA – Torino, 31 gennaio 2026. Una manifestazione nata e sviluppatasi in modo pacifico si è conclusa con una coda di violenze che ha segnato negativamente la giornata torinese.
Il corteo, che ha attraversato il centro cittadino senza particolari criticità, ha registrato episodi di disordine solo dopo la sua conclusione, quando una parte consistente dei partecipanti si stava già disperdendo.
La manifestazione era stata organizzata per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, storico spazio di aggregazione cittadino attivo da decenni, avvenuto nelle settimane precedenti.
Un tema che ha mobilitato attivisti, collettivi sociali e cittadini, con adesioni anche da parte di realtà sindacali e culturali.
Secondo gli organizzatori, il corteo ha coinvolto fino a 50.000 persone, confermandosi come una delle mobilitazioni più partecipate degli ultimi anni nel capoluogo piemontese e svolgendosi, nella sua fase centrale, in modo ordinato e senza particolari criticità.
È a manifestazione finita che la situazione è degenerata e si sono verificati atti di violenza, danneggiamenti e incendi di cassonetti, con il conseguente intervento delle forze dell’ordine. Da diverse fonti emerge come gli scontri abbiano coinvolto un numero limitato di persone, alcune centinaia di manifestanti, incappucciati e dotati di caschi e scudi, entrati in contatto con i reparti di polizia in tenuta antisommossa.
Nel corso dei disordini sono rimaste ferite diverse persone, tra cui operatori delle forze dell’ordine impegnati nel servizio di sicurezza. Un epilogo che ha interrotto bruscamente il carattere pacifico della manifestazione, alimentando il dibattito sulle responsabilità e sulla gestione dell’ordine pubblico.
Come redazione, condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violenza, ritenuta del tutto ingiustificabile, ed esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le persone che sono state oggetto di atti violenti, indipendentemente dai ruoli e dalle appartenenze.
In relazione ai fatti, segnaliamo inoltre di aver ricevuto e di ripubblicare un video documento realizzato da Abderrahmane Amajou, presidente di ActionAid Italia, presente alla manifestazione.
Il video rappresenta una testimonianza diretta dei momenti di maggiore tensione successivi alla conclusione del corteo.
