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Verduno ha ricordato il beato Sebastiano Valfrè

Verduno ha ricordato il beato Sebastiano Valfrè

LANGHE – Si sono conclusi oggi, domenica 1° febbraio, i festeggiamenti che ogni anno Verduno tributa al suo figlio più illustre, il beato Sebastiano Valfrè, appartenente alla congregazione di San Filippo Neri, confessore di casa Savoia, molto attivo durante l’assedio di Torino, il quale rifiutò di diventare arcivescovo della futura capitale subalpina per continuare ad assistere i poveri. È considerato giustamente il precursore dei santi sociali che vennero due secoli dopo.

In suo onore è stata celebrata una messa in cui don Domenico Bertorello ha letto riflessioni attualissime del beato Valfrè e, a seguire l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Marta Giovannini ha offerto un piccolo rinfresco preparato dalla Pro loco e con un piatto caldo tipico cucinato da Franca Borgno, la donna più anziana di Verduno. Al termine il presidente della biblioteca civica, Mimmo Galeasso, ha voluto leggere un racconto fra realtà, fantasia e leggenda popolare che lega il celebre vino Verduno, il Pelaverga, al beato, scritto dalla prima cittadina in occasione dei trent’anni dal riconoscimento della Doc.

Dice la sindaca Marta Giovannini: «Da sempre amo scrivere e, quando ho sentito questa storia narrata dagli anziani del paese, ho pensato che era giusto provare a mettere nero su bianco, perché restasse. È un piccolo scritto, ma era giusto raccontare perché le tradizioni popolari rimangano nel tempo. Oggi è stata davvero una bella giornata, sotto tutti i punti di vista: ringrazio tutti i consiglieri comunali, la Pro loco e i cittadini che hanno voluto dare il proprio contributo, anticipando l’idea di voler festeggiare solennemente, nel 2029, i 400 anni dalla nascita del beato». Nell’occasione la prima cittadina ha donato all’ente una pubblicazione sulla vita di Sebastiano Valfrè che sarà digitalizzata e messa a disposizione di tutti i cittadini.

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