Al Sobrino nasce il laboratorio autogestito Checco per i giovani, per la minoranza è occupazione abusiva

L'inaugurazione sarà il 27 marzo: l'iniziativa è del collettivo giovanile Cohiba Esplendidos, che ha spiegato le sue motivazioni sui social.

Al Sobrino nasce il laboratorio autogestito Checco per i giovani, per la minoranza è occupazione abusiva

ALBA – Lo hanno rivendicato sulle loro pagine social: il collettivo studentesco Cohiba Esplendidos ha occupato una casetta all’ingresso del parco Sobrino di Alba, che punta a diventare un luogo di aggregazione e uno spazio dedicato ai giovani, che in città fanno i conti con la carenza di luoghi per loro.

Arte, dibattiti e confronti

“Alba si vedono sempre meno spazi di aggregazione e scambio e più luoghi finalizzati al profitto e alla omologazione delle masse, questi fenomeni hanno portato all’abbandono degli luoghi pubblici da parte dei cittadini. Come collettivo studentesco Cohiba Esplendidos sentiamo il bisogno di uno spazio libero e sociale che sia portato avanti dagli studenti stessi. Sentiamo anche il bisogno di libertà e socialità reale, libera dalla prigionia degli strumenti di socializzazione digitale e dei social media, posti in cui si possano creare veri spazi di aggregazione e condivisione senza restrizioni sociali, culturali ed economiche”, hanno spiegato da Cohiba.

Nasce così il laboratorio autogestito Checco, dedicato alla memoria del giovane Francesco Foglino, morto tragicamente a Guarene lo scorso gennaio. “Lo spazio è dedicato alla memoria di un nostro amico e compagno: Francesco Foglino, tra i più dediti alla realizzazione del progetto”, scrivono. “Come collettivo riteniamo fondamentale, soprattutto in questo periodo, offrire agli studenti e alla cittadinanza uno spazio comune, solidale, privo di pregiudizi, dove la creatività e il libero pensiero possano essere all’ordine del giorno, in un contesto sicuro dove i giovani creano connessione tra di loro e trovano ascolto”.  E ancora: “Nel Lab avranno luogo attività artistiche e informative su tematiche sociali e di attualità sotto forma di momenti di formazione, esposizioni, dibattiti e assemblee. Rimarrà aperto a iniziative e proposte avanzate da chi parteciperà alla vita pubblica dello spazio”.

L’inaugurazione

L’inaugurazione è in programma per il 27 marzo, con un pranzo popolare e iniziative artistiche. Il collettivo precisa di essere a disposizione del Comune e della cooperativa Coesioni sociali, che gestisce l’area dell’H-zone, per un confronto e per il riconoscimento istituzionale dello spazio.

La condanna della minoranza

Dopo la notizia, chi attacca e chiede al Comune di intervenire è la minoranza di centrodestra, che ha diffuso una nota: “Nei giorni scorsi un collettivo albese ha annunciato la volontà di avviare una forma di autogestione presso il Parco Sobrino, con particolare riferimento alla casetta posta al suo ingresso A seguito di tale annuncio è stata presentata un’interpellanza per il Consiglio comunale di domani, finalizzata a comprendere quali siano le intenzioni dell’amministrazione alla luce di quella che si annuncia a tutti gli effetti come un’occupazione priva di titolo della casetta stessa”.

E aggiungono: “Il Parco Sobrino è uno spazio per famiglie con bambini e non è accettabile che sia oggetto di occupazioni senza titolo. L’area del Parco e della zona H sono state oggetto di una riqualificazione negli ultimi anni: si pensi ai campi per il gioco libero, al Centro per ragazzi disabili e alla nuova palestra, così come alla programmata riqualificazione dei giochi del parco. La vocazione del Parco non deve cambiare e deve continuare ad essere un luogo rivolto alle famiglie con bambini, senza l’ombra delle occupazioni. Il Comune deve intervenire senza ambiguità e con determinazione, evitando che la casetta venga occupata in modo stabile, anche perché già oggi sembra essere stata adibita ad una sorta di deposito.”

Rispetto agli spazi rivolti ai giovani in Città: “I giovani giustamente chiedono spazi e meritano risposte, ma non si può derogare in alcun modo al principio della legalità nella gestione dei beni di tutti. Ad Alba tante associazioni e gruppi utilizzano gli spazi pubblici, ma senza mai ricorrere al metodo delle occupazioni illegittime”.

redazione

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