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Atteso in aula l’autista che guidando una betoniera aveva investito un operaio nel piazzale del distributore di Roddi

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di Elisa Rossanino

RODDIIl Gip Matteo Bertelli Motta ha fissato al 25 marzo la data dell’udienza preliminare che darà avvio al procedimento penale per la morte di Silvano Brandino, l’operaio di 54 anni che il 19 maggio del 2025 era stato investito nel piazzale del distributore Ip sulla provinciale per Roddi, perdendo la vita.

L’autista del mezzo

Al banco degli imputati sederà l’autista classe 1966 residente ad Asti difeso dall’avvocato del foro astigiano Giorgio Scanavino. L’autista, che quel giorno era alla guida di un autocarro adibito a betoniera, durante una manovra sul piazzale avrebbe investito Brandino causandone il decesso.  Le indagini condotte dalla  Pm Sara Paterno avevano portato nei primi giorni di  giugno alla nomina di un consulente tecnico.

Le perizie

La pubblico ministera aveva affidato l’incarico a Roberto Bergantin con il compito di condurre gli accertamenti sul luogo, esaminando il mezzo sotto sequestro e di accertare la dinamica del sinistro stradale.

Nel frattempo l’imputato aveva affidato la perizia tecnica di parte all’ingegnere Claudio Ciccarelli, mentre  i congiunti di Brandino (figlio, madre e fratelli), che presto si costituiranno parte civile e in aula sono rappresentati dall’avvocato Roberto Ponzio, si sono affidati al parere di Giuseppe Cresta.

Ipotesi: omicidio stradale

Al termine delle indagini la Pm Paterno ha chiesto per l’autista il rinvio a giudizio con l’ipotesi di omicidio stradale poiché  immettendosi nel piazzale del distributore Ip con  condotta imprudente e omettendo di fermarsi  in presenza del pedone, avrebbe così investito la vittima. ​​​

Inutili erano stati i soccorsi prestati dal personale sanitario giunto sul luogo del sinistro che non avevano potuto fare altro che constatarne il  decesso a causa del grave trauma da schiacciamento riportato.

Sul posto anche i Carabinieri

Giunti sul posto anche i Carabinieri di  Alba avevano provveduto, oltre al sequestro del mezzo pesante, anche a quello  del telefono cellulare  dell’autista, che nel frattempo era pure stato sottoposto ad alcoltest con esito negativo. 

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