SANITÀ – In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, celebrata ogni anno il 2 aprile, i Comuni di Bra e Cherasco, insieme alle scuole del territorio e all’ASL CN2, hanno presentato i primi risultati del progetto “Inclusione alunni con disturbo dello spettro autistico nelle scuole di Bra e Cherasco”, nato per rafforzare il sostegno educativo e didattico agli studenti.
Il percorso coinvolge gli Istituti Comprensivi di Bra “Piero Angela” e “Ilaria Alpi-Gino Strada”, l’Istituto Comprensivo di Cherasco “Sebastiano Taricco”, i Comuni di Bra e Cherasco e l’ASL CN2. Alla base dell’iniziativa c’è la volontà condivisa di costruire e consolidare una rete stabile tra scuola e servizi sanitari, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli interventi rivolti agli alunni con disturbo dello spettro autistico.
Grazie ai fondi stanziati dai due Comuni, l’ASL CN2 ha individuato una terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, la dottoressa Sara Rinaldi, con formazione specifica sull’autismo e già operativa nell’Azienda sanitaria in sinergia con il team multiprofessionale dedicato ai bambini con ASD, il Nucleo Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, composto da operatori della Neuropsichiatria Infantile e della Psicologia.
La terapista è intervenuta direttamente nelle classi, affiancando docenti, insegnanti di sostegno ed educatori in momenti di osservazione, confronto e progettazione educativa. Non si è trattato di interventi esterni o sporadici, ma di un lavoro congiunto sviluppato nel contesto reale della vita scolastica, tra lezioni, attività quotidiane e relazioni tra pari.
La collaborazione tra professionalità diverse ha consentito di condividere competenze, osservazioni e strumenti operativi, sviluppando strategie educative mirate ai bisogni degli studenti e percorsi personalizzati fondati sia sull’esperienza pedagogica della scuola sia sulle competenze cliniche degli specialisti.
I bambini interessati dal progetto sono stati 25. È stata data priorità ai bambini con ASD in fascia di età prescolare, tenendo conto dell’importanza della precocità degli interventi, e a quelli che hanno dovuto affrontare una transizione, come il passaggio di ciclo scolastico o il cambio di istituto. Le classi coinvolte nelle due annualità sono state 20: 9 sezioni della Scuola dell’Infanzia, 10 classi della Scuola Primaria e 1 classe della Scuola Secondaria di Primo Grado.
In ogni classe è stato coinvolto l’intero team docenti, e non soltanto gli insegnanti di riferimento dell’alunno, per confrontarsi insieme alla famiglia e all’équipe riabilitativa sui bisogni del bambino e lavorare in classe con obiettivi condivisi, focalizzati sull’inclusione e su una frequenza scolastica serena, partecipata e attiva, per l’alunno con ASD e per i suoi compagni.
I primi risultati confermano il valore della collaborazione tra istituzioni e professionalità diverse: quando scuola, servizi sanitari ed enti locali lavorano insieme, diventa possibile costruire percorsi educativi più efficaci e realmente inclusivi.
Spiega la dottoressa Sara Rinaldi: “Il progetto dà la possibilità di rafforzare la rete che si prende cura del bambino o della bambina con autismo: la scuola ha modo di introdurre con un aiuto concreto i suggerimenti dei professionisti dell’ASL e, d’altra parte, l’osservazione a scuola permette di raccogliere dei dati importanti per l’evoluzione degli obiettivi terapeutici abilitativi”.
L’esperienza avviata rappresenta così un passo importante nella costruzione di una comunità educante capace di accogliere e valorizzare le differenze, nella consapevolezza che l’inclusione è una responsabilità condivisa e un investimento sul futuro di tutti gli studenti.
Redazione
