Emozioni in Langa tra memoria e identità a Rodello

L’incontro con Franca Benedusi a “La Residenza” tra ricordi e radici

Emozioni in Langa tra memoria e identità a Rodello

di Alice Ferrero

CULTURA – Una mattina di marzo, luminosa e carica di significato, si è trasformata in un viaggio nella memoria collettiva delle Langhe grazie alla sensibilità e alla voce della scrittrice langarola Franca Benedusi.

Diretta verso la struttura “La Residenza” di Rodello, Benedusi ha raccontato di aver percorso quelle strade con accanto i suoi libri, “accarezzati uno ad uno, come fossero custodi di emozioni vissute e condivise”. Un gesto semplice, ma denso di significato, che racchiude il senso più profondo della sua produzione letteraria: la narrazione autentica di un territorio e della sua gente.

Nei suoi scritti rivivono i paesaggi di Mombarcaro, San Benedetto Belbo e delle alte colline tra Tanaro, Belbo e Bormida, ma soprattutto emergono le storie di chi quelle terre le ha abitate nei momenti più difficili: dagli anni Trenta alla Seconda guerra mondiale, passando per la Resistenza e la faticosa ricostruzione.

Un mondo contadino chiuso e arcaico, quello della “vecchia Langa”, che ha dovuto fare i conti con il cambiamento e con l’abbandono da parte delle nuove generazioni. Un passaggio doloroso, sospeso “tra bisogno di riscatto e senso di colpa”, come emerge chiaramente dalle parole dell’autrice.

L’incontro a “La Residenza” si è trasformato così in un momento di condivisione profonda. Gli ospiti, uomini e donne della stessa generazione della scrittrice, hanno riconosciuto nei suoi racconti frammenti della propria vita. Tra carrozzine e poltroncine, si è creata un’atmosfera intima, fatta di sguardi, sorrisi e ricordi.

«Abbiamo più o meno la stessa età e potrei essere in fila tra loro», ha osservato Benedusi con emozione, sottolineando il legame umano che si è subito instaurato.

Il dialogo è partito proprio dalle storie ambientate in Alta Langa, terra segnata anche dai combattimenti partigiani, e in pochi minuti si è acceso un coro di memorie condivise. Molti dei presenti hanno raccontato di aver vissuto in quei luoghi, di amarli profondamente e, allo stesso tempo, di portare con sé un sottile rimorso per averli lasciati.

Un sentimento universale, che attraversa generazioni e che trova nella scrittura di Benedusi una voce sincera e delicata.

«In quei volti ho rivisto la mia storia – ha dichiarato la scrittrice – e ho sentito quanto l’amore per la Langa resti vivo, anche quando la vita ci porta lontano».

Un incontro che ha saputo restituire dignità e valore alla memoria, ricordando come le Langhe non siano soltanto un territorio, ma un patrimonio di identità, sacrifici e legami che continuano a vivere nelle persone e nei racconti.

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Franca Benedusi
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